BEATI GLI INSODDISFATTI SE DIVENTANO CERCATORI DI TESORI
Gesù uscito sulla strada,
e vuol dire:
Gesù libero maestro,
aperto a tutti gli incontri,
a chiunque incroci
il suo cammino o
lo attenda alla svolta
del sentiero.
Maestro che insegna
l’arte dell’incontro.
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Ed ecco un tale,
uno senza nome,
gli corre incontro:
come uno che ha fretta,
fretta di vivere.
Come faccio
per ricevere la vita eterna?
Termine che non indica
la vita senza fine,
ma la vita stessa dell’Eterno.
Gesù risponde elencando
cinque comandamenti
e un precetto (non frodare)
che non riguardano Dio,
ma le persone;
non come hai creduto,
ma come hai amato.
Questi trasmettono vita,
la vita di Dio che è amore.
Maestro, però tutto questo
io l’ho già fatto, da sempre.
E non mi ha riempito la vita.
Vive quella beatitudine
dimenticata e generativa
che dice:
“Beati gli insoddisfatti,
perché diventeranno
cercatori di tesori”.
Ora fa anche
una esperienza da brivido,
sente su di sé
lo sguardo di Gesù,
incrocia i suoi occhi amanti,
può naufragarvi dentro:
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Gesù fissò lo sguardo
su di lui e lo amò.
E se io dovessi
continuare il racconto
direi: adesso gli va dietro,
adesso subisce l’incantamento
del Signore,
non resiste a quegli occhi…
Invece la conclusione
del racconto
va nella direzione
che non ti aspetti:
Una cosa ti manca,
va’, vendi, dona ai poveri…
Sarai felice
se farai felice qualcuno;
fai felici altri s
e vuoi essere felice.
E poi segui me:
capovolgere la vita.
Le bilance della felicità
pesano sui loro piatti
la valuta più pregiata
dell’esistenza, che sta
nel dare e
nel ricevere amore.
Il maestro buono
non ha come obiettivo
inculcare la povertà
in quell’uomo ricco
e senza nome,
ma riempire la sua vita
di volti e di nomi.
E se ne andò triste
perché aveva molti beni.
Nel Vangelo
molti altri ricchi
si sono incontrati con Gesù:
Zaccheo, Levi, Lazzaro,
Susanna, Giovanna.
Che cosa hanno
di diverso questi ricchi
che Gesù amava,
sui quali con il suo gruppo
si appoggiava?
Hanno saputo
creare comunione:
Zaccheo e Levi
riempiono le loro case
di commensali;
Susanna e Giovanna
assistono i dodici
con i loro beni (Luca 8,3).
Le regole del Vangelo
sul denaro
si possono ridurre
a due soltanto:
a) non accumulare,
b) quello che hai,
ce l’hai per condividerlo.
Non porre la tua sicurezza
nell’accumulo,
ma nella condivisione.
Seguire Cristo
non è un discorso
di sacrifici,
ma di moltiplicazione:
lasciare tutto
ma per avere tutto.
Infatti il Vangelo
continua:
Pietro allora prese a dirgli:
Signore, ecco noi
abbiamo lasciato tutto
e ti abbiamo seguito,
cosa avremo in cambio?
Avrai in cambio
cento volte tanto,
avrai cento fratelli e
un cuore moltiplicato.
Non rinuncia,
se non della zavorra
che impedisce il volo,
il Vangelo è
addizione di vita.
Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
