Vangelo del giorno di Lc 14,1-6
Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?
Dal Vangelo secondo Luca
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.
Parola del Signore.
- Pubblicità -
È buffa questa storia del bue nel pozzo.
Buffa perché ricorre spesso nei vangeli.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 31 Ottobre 2025” su Spreaker.Quando, durante gli scavi a Qumran, si è ritrovata una sterminata biblioteca contemporanea a Gesù, capendo quali letture nutrivano la vita dell’ebreo del I secolo, ecco nuovamente la storia del bue o dell’asino caduto nel pozzo.
Era uno di quegli esempi utili a spiegare l’osservanza della norma del sabato.
Tutti erano più o meno concordi nel non lavorare o nel non accendere un fuoco o mettersi in viaggio, sia.
Ma se il tuo bue maldestramente cade nel pozzo da cui si sta abbeverando?
Caso tutt’altro che limite e piuttosto concreto visto il valore prezioso di questo animale indispensabile per lavorare la terra.
Ed ecco la casistica proposta: per gli esseni, movimento radicale che si contrapponeva alla nuova gestione del tempio, non si poteva salvare il bue, a costo di lasciarlo morire.
- Pubblicità -
Per i farisei e i rabbini si doveva nutrire e accudire ma salvare solo il giorno dopo.
Gesù, libero nel cuore e uomo di buon senso, fa notare agli astanti che tutti, dal primo all’ultimo, in caso di necessità avrebbero salvato il bue lasciando perdere la teoria.
Ma il loro cuore è indurito, divorato dalla rabbia verso questo scappato di casa che non ha studiato, che irride alla ostentata devozione dei farisei, che si credono custodi della Legge, unici interpreti del volere di Dio.
E allora, invece di dirgli in faccia che non lo sopportano, se la prendono con il guaritore.
Sì, è lecito fare il bene nel giorno del riposo sabbatico, sentenziavano, per la cronaca, la stragrande maggioranza dei rabbini contemporanei del Signore.
Ma ci sono sempre quelli più tignosi, più rigidi, più formali, allora come oggi, che si appellano al rispetto delle regole.
Regole che gli altri sono tenuti a rispettare scrupolosamente.
Poi, nel concreto, se un bue o tua figlio cade nel pozzo, la santa teoria passa in secondo piano.
Ovviamente.
Evitiamo di scollare la nostra fede dalle scelte concrete della nostra vita!
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO DEL GIORNO

