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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 28 Ottobre 2025

Il Vangelo racconta: “Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio”. È un’immagine potente, che ci rivela qualcosa di profondo su di Lui.

Gesù, proprio Lui che è il Figlio di Dio, sente il bisogno di ritirarsi in preghiera, di passare tempo in silenzio con il Padre, soprattutto prima dei momenti importanti. Non si affida al calcolo, né alla fretta di agire, ma si lascia guidare da una relazione viva, fiduciosa, costante.

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E allora ci viene spontaneo domandarci: e noi? Come affrontiamo le nostre giornate, le nostre scelte, le nostre fatiche? Spesso andiamo avanti spinti dalle urgenze, dalle pressioni, dalla stanchezza. Ma Gesù ci mostra un’altra via: fermarsi, salire sul “monte”, cioè allontanarsi dal rumore e dal caos, e rientrare in sé stessi. Non per fuggire, ma per ritrovare direzione, per aprirsi al Padre che ci conosce meglio di quanto ci conosciamo noi stessi.

Ecco il messaggio per noi oggi: la preghiera non è un dovere da aggiungere a tutto il resto, è ciò che può dare senso e respiro a tutto quanto. Non è il rifugio dei deboli, ma il segreto dei forti. Chi prega non perde tempo, lo trasforma. Chi prega non evade dalla realtà, ci entra dentro con uno sguardo nuovo. Perché solo se il cuore è abitato da Dio, anche la vita quotidiana – con le sue sfide e le sue decisioni – può diventare davvero piena, libera e feconda.