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Don Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 26 Ottobre 2025

C’è una tendenza che molti hanno… soprattutto in questo periodo storico e sociale… la tendenza a non riconoscere… non ammettere… non accettare… le proprie fragilità… le proprie colpe… i propri errori…

Vivere di facciata… di immagine… nascondendo, anche a sé stessi, quello che si è veramente… perché nascondere una parte di sé, in qualche modo, significa non essere completamente veri e autentici…

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E questa famosissima parabola di Gesù è sempre attuale… perché descrive la tentazione dell’orgoglio, della presunzione, dell’arroganza e del sentirsi superiori… tentazione che sempre è alle porte del nostro cuore.

La preghiera del fariseo è solo un monologo autoreferenziale… non aperto a Dio e all’azione di Dio. Pregare, infatti, non è solamente sfogarsi o raccontare e raccontarsi a Dio… ma è molto di più… è fare entrare Dio nei meandri del nostro cuore… dove anche noi non desideriamo andare… pregare è rimanere aperti all’azione di Dio nella nostra vita.
La preghiera, infatti, non serve a Dio… ma serve a noi… a cambiare il nostro cuore… ma occorre volerlo!

Il pubblicano, infatti, fa centro… ha capito tutto. Non fa l’elenco delle cose belle (Dio le conosce) ma apre il suo cuore all’azione di Dio, quell’azione che il pubblicano chiede con chiarezza partendo dalla sua fragilità.

Accettare la propria fragilità è il primo passo per affrontarla e la maggior parte delle volte anche vincerla.

Non ti nascondere dietro ai tuoi successi. Il primo successo è accettare quello che sei!

AUTORE: Don Antonio Mancuso PAGINA FACEBOOK | Telegram

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