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Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 26 Ottobre 2025

La preghiera del fariseo non è da disprezzare, tutt’altro. E allora perché il peccatore fu giustificato “a differenza” dell’uomo giusto e devoto?

Forse, come ipotizza Amy Jill-Levine, quel termine potrebbe essere tradotto con “accanto a” o “a causa di”: entrambi furono giustificati, e anzi il peccatore ladro – che non esprime nemmeno un cenno di pentimento – lo fu grazie al bene dell’onesto fariseo. Insomma: le parole del fariseo giusto non andrebbero lette come un vanto arrogante e ipocrita, ma piuttosto come espressione della sua aperta gratitudine.

Non era una parabola moralistica – anche se lo diventò pochi anni dopo – ma piuttosto sulla solidarietà, la riconoscenza e l’intercessione. Come il male di uno può ripercuotersi su molti, così il bene di un fariseo onesto può andare ad aiutare persino un disonesto pubblicano.

«Se l’interpretazione non fa nascere in noi ulteriori domande, se non ci incita a continuare a discutere su quel tema, se crea un’immagine pulita e ordinata, dobbiamo tornare indietro e rileggere la storia» – scrive la Levine – «la parabola ci deve turbare. Se la ascoltiamo e non ci sentiamo turbati c’è qualcosa che non quadra nella nostra morale […]. Se lo facciamo, potremmo avvicinarci di più a Gesù».

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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