don Roberto Seregni – Commento al Vangelo del 19 ottobre 2025

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SENZA STANCARSI MAI

Commento a Luca 18,1-8

La domanda finale del brano di Vangelo di questa settimana ci porta nuovamente a riflettere sulla fede. La mia, prima di tutto.

Se il Figlio dell’uomo venisse adesso, se proprio ora bussasse alla porta di casa mia, troverebbe fede nella mia vita? Troverebbe tracce della piccolezza e della vitalitร  del seme di senape? Potrebbe scovare qualche gelso sradicato e trapiantato nel mare? Potrebbe rintracciare cammini samaritani di gratitudine?

La Parola ci chiama a fare un bilancio della nostra vita di fede. รˆ tempo di potare, rinnovare e rinvigorire il nostro cammino.

Ripenso alla domanda a bruciapelo del Maestro, e mentre cerco di fare un bilancio personale di questi ultimi mesi, mi viene spontaneo ringraziare.

Da piรน di dieci anni vivo nell’estrema periferia di Lima, in Perรบ. Mi hanno affidato una parrocchia enorme, con ottantamila abitanti: una distesa di sassi e sabbia, condomini e baracche, spazzatura e traffico. Ringrazio perchรฉ i poveri, gli invisibili, quelli che agli occhi del mondo non valgono nulla, mi hanno insegnato che la fede รจ l’arte della fiducia e dell’abbandono. รˆ facile credere quando stai bene, hai una casa, un lavoro, il frigorifero pieno e un letto tutto per teโ€ฆ Diverso รจ quando non hai nulla, e l’unica sicurezza del domani รจ che Dio non ti lascerร  solo.

Non so se il Figlio dell’uomo troverร  fede nel mio cuore arrugginito, ma sono certo che la troverร  in tanti fratelli e sorelle che ho incontrato in questi anni di missione. Uomini e donne che, come la vedova della parabola, non hanno smesso di bussare alla porta del Padre del cielo, che non hanno perso la speranza e la pazienza, che si sono rimboccati le maniche per dare dignitร  alla loro vita.

Mentre scrivo queste righe, mi passano davanti agli occhi i volti, i sorrisi e le lacrime di tanti fratelli e sorelle che mi hanno insegnato cosa vuol dire credere e fidarsi di Dio, che mi hanno insegnato l’umiltร  e la perseveranza della preghiera. Ringrazio il buon Dio per avermi dato maestri straordinari.

Dieci anni fa sono partito per la missione pensando di venire ad annunciare Gesรน. Adesso mi accorgo che sono venuto in Perรบ perchรฉ Lui mi stava aspettando. Negli occhi neri della piccola Marรญa, che rovista nella spazzatura per riciclare la plastica e guadagnare qualche spicciolo per comprare le medicine per sua mamma. Nel sorriso a due denti di Rosita, che mi abbraccia forte ringraziando Dio per aver salvato sua figlia dopo un incidente stradale. Nelle lacrime di Milagros, che lascia un lavoro sicuro per aiutare i piรน poveri e mettersi alla prova. E potrei continuare per pagine intereโ€ฆ

In questa domenica missionaria, ho pensato di condividere con tutti voi la gratitudine, la bellezza e la fatica della missione. Mi affido alla vostra preghiera.

don Roberto Seregni

Don Roberto (prete missionario della Diocesi di Como) – Sito Web Fonte: il canale Telegram “Sulla Tua Parola“.

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