Il cuore delle letture che la XXIX domenica del Tempo Ordinario ci offre รจ racchiuso nel primo versetto del Vangelo: la preghiera e nello specifico la necessitร di pregare sempre. E non certo perchรฉ Dio sia come il giudice disonesto: non ha bisogno di essere pregato fino allo sfinimento. Anzi. Dio รจ sul pezzo. E ci precede nellโamore.
Il punto รจ un altro, e la parabola del giudice disonesto non credo punti i riflettori sul giudice, ma sulla vedova. Una donna tenace, che come Mosรจ sa di non dover mollare, a costo di farsi aiutare pur di restare nella preghiera, determinati fino allโinverosimile.
Dio non ha bisogno delle nostre parole, ma della nostra presenza.
A questo proposito perรฒ mi chiedo se la mia, la nostra preghiera รจ voce di figli che sanno di potersi fidare e affidare a un padre che accoglie, sostiene, inviaโฆ o รจ voce di figli viziati che pretendono di ottenere quello che ritengono giusto e doveroso da un dispensatore automatico di miracoli.
Credo che ognuno di noi prima o poi nella vita deve avere il coraggio di fare a sรฉ stesso questa domanda.
E, se posso, non accontentatevi di dare risposte in tempo reale, perchรฉ potrebbero non essere quelle piรน vere.
Scrutate, scrutiamo i sentimenti, ascoltiamo quello che si muove nel cuore quando ci sembra di non portare a casa risultati dalla nostra relazione con Dio.
Interroghiamo le parole che gli rivolgiamo.
Poi proviamo a misurare il tempo. So che sembra assurdo. Ma proviamo a misurare il tempo che regaliamo a Dio quando gli parliamo di noi, quando parliamo noi.
E poi proviamo a misurare il tempo che gli โconcediamoโ per parlare, il tempo in cui proviamo a silenziare le nostre parole, i pensieri, le richieste che popolano mente e cuore per ascoltare le sue parole e i suoi pensieri.
La sua parola รจ viva, efficace. Ma i suoi pensieri non coincidono con i nostri, le sue vie spesso non sono quelle che ci piacerebbe percorrere. E allora accade che le nostre parole non si incontrino con le sue.
Accade che noi alziamo le mani per chiedere una vittoria, ci facciamo sostenere da unโinfinitร di persone nel chiedere, ma diversamente da Mosรจ per noi non cโรจ vittoria, diversamente dalla vedova รจ come se per noi ci fosse giustizia.
Ma le cose stanno davvero cosรฌ?
La sua parola, quando scende nelle profonditร della nostra anima, taglia, a volte spezza, divide. Crea varchi, segna vie nuove, non si piega a noi, non ci obbedisce. Va, libera e fedele solo a Dio. Per questo a volte fa male.
E quindi? Cosa fare? Lo chiedete voi e me lo chiedo anche io ogni giorno. Come allinearci con i pensieri di Dio? Come sintonizzarci con il suo cuore? Come consentire che la Parola si faccia strada in noi.
La sua Parola รจ viva, efficace. Questo รจ il segreto.
La sua Parola come un seme nella terra puรฒ penetrare la profonditร di noi stessi: volontร , desideri, affetti, ferite. E come un seme ha la potenza di germogliare e fiorire. E germogliando irrora vita e luce anche nelle parti di noi piรน oscure, piรน misteriose, piรน chiuse, quelle in cui non permettiamo neppure a noi stessi di entrare.
La domanda con cui si chiude il Vangelo brucia: il Signore troverร fede sulla terra?
Troverร in noi la determinata disponibilitร a lasciarlo entrare nel cuore della nostra vita?
Ci troverร determinati nella fiducia anche se scoraggiati, colpiti, delusi, feriti dalla vita?
Troverร un cuore che pur tentennando voglia lasciargli porte aperte?
Lui cโรจ. E continua a esserci. Per noi.
La sua Parola e la sua vita sono a nostra disposizione: possono davvero farci vivere.
Per gentile concessione di Sr. Mariangela, dal suo sito cantalavita.com
- Pubblicitร -
