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don Luigi Verdi – Commento al Vangelo di domenica 5 ottobre 2025

Un granello di fede, per amare con passione

Non c’è sensazione più vicina alla disperazione che quella del sentirsi inutili: la malinconia degli anziani soli, il tormento di un giovane che fatica a trovare il suo cammino, la struggente tristezza di un genitore quando i figli lasciano la casa, portano tutte incistate nel fondo una domanda esistenziale: «A chi, a cosa servo ancora?».

Ma non è questo il senso con cui Gesù adopera oggi questo termine: servire, diceva don Tonino Bello, è voce del verbo amare. Chi ama non sente nessun peso, nessuna fatica, e niente è troppo gravoso: a chi ama basta leggere la felicità negli occhi dell’altro.

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E chi meglio di un Dio che alla fine della propria vita si cinse i fianchi e passò a lavare i piedi di chi, di lì a qualche ora, lo avrebbe tradito e rinnegato può dimostrare la bellezza di un servizio? Anche Lui semplicemente servo, solo un servo a cui brillano gli occhi.

E ancora aggiungeva: «Sono stato in mezzo a voi come uno che serve», ridando onore e dignità alla dimensione del servire. Nasce allora spontanea una domanda: e se il servire fosse il senso, quello più vero e profondo del nostro vivere, proprio perché così strettamente collegato alla dimensione dell’amore? Chi ama è servo in-utile, cioè senza alcun tornaconto, senza guadagno[…] Continua a leggere su Avvenire.