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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 16 settembre 2026

QUANDO DIO NON CI VA MAI BENE

Gesù oggi ci mette davanti a uno specchio.

«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”».

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È l’immagine di bambini che pretendono che gli altri facciano ciò che vogliono loro. Se si suona il flauto, non ballano. Se si canta un lamento, non piangono. Qualunque cosa accada, trovano un motivo per rifiutarla.

E Gesù denuncia proprio questo atteggiamento: un cuore che non vuole lasciarsi coinvolgere da Dio.

È venuto Giovanni il Battista, austero, penitente, radicale… e lo hanno giudicato: «È indemoniato».

È venuto Gesù, vicino alla gente, misericordioso, capace di sedersi a tavola con tutti… e hanno detto: «Ecco un mangione e un beone, un amico dei peccatori».

Giovanni era troppo severo. Gesù era troppo permissivo.

Il problema, allora, non era Giovanni.

Non era Gesù.

Il problema era il loro cuore.

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Quando non vogliamo convertirci, troviamo sempre una giustificazione.

Se Dio ci chiede di cambiare, diciamo che è troppo esigente.

Se ci offre misericordia, diciamo che è troppo buono.

Se ci corregge, ci sentiamo giudicati.

Se ci perdona, pensiamo che non faccia sul serio.

E allora la domanda diventa scomoda:

E noi? Non siamo forse anche noi quei bambini seduti nella piazza?

Quante volte Dio ci parla e noi troviamo una scusa?

Quante volte riconosciamo chiaramente ciò che dovremmo fare, ma scegliamo di non farlo?

Quante volte chiediamo a Dio di cambiare la sua volontà invece di lasciarci cambiare dalla sua volontà?

Forse il problema non è che non riusciamo a riconoscere Dio.

Forse, qualche volta, lo riconosciamo benissimo, ma non vogliamo seguirlo.

La Parola ci interpella, ma noi la adattiamo alle nostre esigenze.

Il Vangelo ci provoca, ma noi preferiamo un cristianesimo che non disturbi troppo le nostre abitudini.

Dio ci invita a fare un passo, ma noi aspettiamo che sia Lui a fare tutti i passi verso di noi.

Eppure Gesù conclude con una frase piena di speranza:

«La Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».

I figli della Sapienza non sono quelli che hanno sempre una risposta pronta. Sono quelli che sanno riconoscere la voce di Dio e lasciarsi trasformare da essa.

Oggi allora non chiediamoci soltanto:

“Signore, dove sei?”

Chiediamoci piuttosto:

“Signore, io sono disposto a riconoscerti anche quando vieni in una forma che non mi aspettavo?”

Perché Dio continua a parlare.

La vera domanda è: io sono ancora disposto ad ascoltarlo?

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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