Riscoprire lโin-ulilitร
Il capitolo 17 del Vangelo di Luca raccoglie una serie di insegnamenti di Gesรน rivolti ai discepoli. Dopo aver parlato dello scandalo e della necessitร del perdono fraterno, il racconto si apre con una domanda che gli apostoli rivolgono al Maestro: โAccresci in noi la fede!โ. ร unโinvocazione che mostra la consapevolezza della loro fragilitร di fronte alle grandi esigenze del Maestro, ma anche la coscienza che senza la fede non si puรฒ vivere il Vangelo in pienezza.
Questa domanda ci interpella da vicino: che cosa chiediamo noi nella preghiera? Non di rado, la nostra supplica si riduce a un elenco di necessitร materiali, pur legittime, ma che restano spesso alla superficie, senza toccare il cuore del nostro essere cristiani. Raramente chiediamo la grazia piรน importante: crescere nella fede, cioรจ nellโamicizia con il Signore, nel lasciarci trasformare da Lui.
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Gesรน risponde agli apostoli in modo sorprendente. Non dice: โVi darรฒ piรน fedeโ, ma li conduce a capire che la fede non si misura in quantitร , ma in qualitร . Anche un seme minuscolo, come quello di senape, il piรน piccolo di tutti, รจ capace di generare un grande albero e racchiude in sรฉ una forza enorme. Cosรฌ la fede: se รจ vera, se poggia su Dio, permette di compiere lโimpossibile, persino sradicare un gelso e piantarlo nel mare!
Senza dubbio si tratta di unโimmagine iperbolica, ma rimanda a un messaggio chiaro: nulla รจ impossibile a Dio per chi si affida a Lui. Questa certezza risuona in altri brani evangelici: โNulla รจ impossibile a Dioโ (Lc 1,37); โTutto รจ possibile a chi credeโ (Mc 9,23).
Gesรน, tuttavia, non si ferma alla fede. Subito dopo tocca un altro elemento fondamentale della vita del discepolo: il cristiano non รจ solo colui che crede, ma colui che serve. Il Maestro fa riferimento al servo che, dopo una giornata di lavoro, non rivendica diritti, ma continua a fare quanto gli รจ chiesto. Sembrerebbe unโimmagine dura, ma Gesรน desidera insegnare la vera umiltร del discepolo.
Gesรน, servo per eccellenza, ci ha mostrato che il cuore della vita cristiana รจ un servizio reso per amore, non per guadagnare meriti. Maria stessa, chiamata da Dio ad una speciale vocazione, quella di diventare le Madre del Salvatore, si รจ definita โla serva del Signoreโ (Lc 1,38). La Chiesa stessa chiama โservi di Dioโ coloro per i quali si intraprende ufficialmente il processo per il riconoscimento della santitร . ร chiaro dunque che il servizio รจ una dimensione sostanziale della vita cristiana.
Lโespressione di Gesรน: โSiamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fareโ, potrebbe suscitare una certa perplessitร . Andando in profonditร ci rendiamo conto che โinutiliโ non significa senza valore, ma senza pretese. Il bene che compiamo non ci mette mai in credito con Dio. ร solo risposta gratuita al suo amore. ร un bene che non va calcolato secondo la logica dellโutile o del guadagno, ma vissuto nella logica della gratuitร .
In un mondo che va sempre di fretta, in cerca di risultati immediati e quantificabili, tentando anche di trasformare la vita della Chiesa in una continua ricerca di risultati, il Vangelo ci ricorda che รจ fondamentale superare lโutile e vivere lโamore, sempre. Oltre la tentazione di calcolare tutto in termini di profitto, successo e rendimento, la Parola di oggi ci provoca a riscoprire lโโinutilitร evangelicaโ: fare il bene non perchรฉ conviene, ma perchรฉ รจ bene, e perchรฉ in esso si riflette il volto stesso di Dio. Cosรฌ la fede si fa vita e il servizio diventa testimonianza di pura gratuitร .
Per gentile concessione di don Lucio, dal suo blog.
Chi รจ Don Lucio D’Abbraccio?
Don Lucio D’Abbraccio
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