Commento alle letture del 1 Ottobre 2025

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Tempo Ordinario XXVI, Colore verde – Lezionario: Ciclo C | Anno I, Salterio: sett. 2

Oggi la Parola ci invita a metterci in cammino, a lasciare ciรฒ che ci trattiene e a fidarci di un disegno piรน grande.
Le letture di Neemia, del Salmo 136 e del Vangelo di Luca ci conducono in un itinerario spirituale di fiducia, memoria e decisione.
Sono come tre tappe di un unico viaggio: ricordare la fedeltร  di Dio, ascoltare il suo invito e rispondere con un cuore libero.

Ascolta il commento:

Ne 2,1-8

Se piace al re, mandami nella cittร  dei miei padri, perchรฉ io possa ricostruirla.

Dal libro di Neemรฌa

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Nel mese di Nisan dellโ€™anno ventesimo del re Artaserse, appena il vino fu pronto davanti al re, io presi il vino e glielo diedi. Non ero mai stato triste davanti a lui.
Ma il re mi disse: ยซPerchรฉ hai lโ€™aspetto triste? Eppure non sei malato; non puรฒ essere altro che unโ€™afflizione del cuoreยป. Allora io ebbi grande timore e dissi al re: ยซViva il re per sempre! Come potrebbe il mio aspetto non essere triste, quando la cittร  dove sono i sepolcri dei miei padri รจ in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco?ยป.
Il re mi disse: ยซChe cosa domandi?ยป. Allora io pregai il Dio del cielo e poi risposi al re: ยซSe piace al re e se il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi, mandami in Giudea, nella cittร  dove sono i sepolcri dei miei padri, perchรฉ io possa ricostruirlaยป.
Il re, che aveva la regina seduta al suo fianco, mi disse: ยซQuanto durerร  il tuo viaggio? Quando ritornerai?ยป. Dunque la cosa non spiaceva al re, che mi lasciava andare, e io gli indicai la data.
Poi dissi al re: ยซSe piace al re, mi si diano le lettere per i governatori dellโ€™Oltrefiume, perchรฉ mi lascino passare fino ad arrivare in Giudea, e una lettera per Asaf, guardiano del parco del re, perchรฉ mi dia il legname per munire di travi le porte della cittadella del tempio, per le mura della cittร  e la casa dove andrรฒ ad abitareยป. Il re mi diede le lettere, perchรฉ la mano benefica del mio Dio era su di me.

Parola di Dio.

Dal Sal 136 (137)

R. Mi si attacchi la lingua al palato
     se lascio cadere il tuo ricordo.
Oppure:
R. Gerusalemme, cittร  della mia gioia!

Lungo i fiumi di Babilonia, 
lร  sedevamo e piangevamo 
ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra 
appendemmo le nostre cetre. R.

Perchรฉ lร  ci chiedevano parole di canto 
coloro che ci avevano deportato, 
allegre canzoni, i nostri oppressori: 
ยซCantateci canti di Sion!ยป. R.

Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme, 
si dimentichi di me la mia destra. R.

Mi si attacchi la lingua al palato 
se lascio cadere il tuo ricordo, 
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia. R.

Lc 9,57-62

Ti seguirรฒ dovunque tu vada.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesรน: ยซTi seguirรฒ dovunque tu vadaยป. E Gesรน gli rispose: ยซLe volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dellโ€™uomo non ha dove posare il capoยป.
A un altro disse: ยซSeguimiยป. E costui rispose: ยซSignore, permettimi di andare prima a seppellire mio padreยป. Gli replicรฒ: ยซLascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece vaโ€™ e annuncia il regno di Dioยป.
Un altro disse: ยซTi seguirรฒ, Signore; prima perรฒ lascia che io mi congedi da quelli di casa miaยป. Ma Gesรน gli rispose: ยซNessuno che mette mano allโ€™aratro e poi si volge indietro รจ adatto per il regno di Dioยป.

Parola del Signore.

Neemia ci appare come un uomo del cuore ferito, ma non disperato.
Il ricordo di Gerusalemme, la cittร  amata e distrutta, lo abita come una nostalgia profonda.
Non resta chiuso nel dolore: prepara il cuore nella preghiera, e poi si lascia guidare dallโ€™audacia della fede.
Davanti al re, chiede di poter tornare per ricostruire.
รˆ un gesto di fiducia, di coraggio: non si limita a rimpiangere ciรฒ che รจ perduto, ma si alza e cammina verso la promessa di Dio.
Neemia ci insegna che ogni ricostruzione nasce da una ferita consegnata al Signore, e da un cuore che si lascia muovere dallo Spirito.

Il Salmo 136 รจ il canto di un popolo in esilio, che porta nel cuore la nostalgia di Sion.
รˆ la memoria della fedeltร  di Dio, anche nei tempi della lontananza.
Seduti lungo i fiumi di Babilonia, gli esuli piangono, ma non dimenticano.
โ€œSe ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destraโ€: รจ un giuramento dโ€™amore, unโ€™ancora di fedeltร .
Anche noi, quando sembriamo lontani da ciรฒ che amiamo, possiamo tenere viva la fiamma della speranza.
Ricordare รจ un atto di fede: significa credere che Dio non dimentica e che ogni cammino, anche il piรน difficile, ha una meta di luce.

Nel Vangelo, Gesรน incontra tre persone che esprimono il desiderio di seguirlo.
Ma il Signore li invita a un discernimento piรน profondo:
chi vuole camminare con Lui deve accettare lโ€™incertezza, lasciare le sicurezze, non voltarsi indietro.
Gesรน non promette una strada comoda, ma una libertร  piena.
Come Neemia, anche i discepoli sono chiamati a partire, a fidarsi, a mettere Dio al centro.
Seguire Cristo non รจ un impulso momentaneo, ma una scelta che chiede tutto: il cuore, il tempo, le prioritร .

In queste tre pagine si disegna un unico cammino spirituale:

  • Neemia ci mostra la decisione di partire per ricostruire;
  • il Salmo custodisce la memoria viva che sostiene la speranza;
  • Gesรน ci chiama a camminare con cuore libero, senza voltarsi indietro.

รˆ un invito a vivere la fede come un pellegrinaggio, dove ogni passo รจ affidamento.
Chi si fida di Dio non resta prigioniero del passato, ma trasforma la nostalgia in missione, il dolore in offerta, la paura in cammino.

๐ŸŒฟ Commento finale

La Parola di oggi ci ricorda che seguire il Signore significa lasciare, ricordare e ricostruire.
Lasciare ciรฒ che ci trattiene, ricordare la fedeltร  di Dio, ricostruire con speranza.
Come Neemia, come gli esuli di Babilonia, come i discepoli di Gesรน, siamo invitati a dire:
โ€œEccomi, Signore, cammino con Te, anche se la strada รจ incerta.
Perchรฉ Tu sei la mia casa, la mia meta, la mia forzaโ€.

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