Questa parabola che scuote, quella del ricco senza nome e del povero Lazzaro, non รจ un racconto del passato, ma unโimmagine viva della nostra societร , segnata da disuguaglianze profonde, ingiustizie e indifferenza. ร la storia di unโumanitร che ancora oggi fatica a riconoscere il volto del povero.
La stessa Agenda 2030 delle Nazioni Unite, tra i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile, mette ai primi posti la lotta alla povertร e alla fame. Nonostante i progressi culturali, tecnologici e sanitari, la povertร rimane una piaga aperta. Il Vangelo non offre risposte politiche o economiche, ma un richiamo personale e urgente alla giustizia, alla responsabilitร verso i beni che, secondo la dottrina sociale della Chiesa, appartengono a tutti.
San Gregorio Magno, commentando questa parabola, scrive: โTra il popolo son piรน noti i nomi dei ricchi, che quelli dei poveri. Perchรฉ allora il Signore tace il nome del ricco e ci dร quello del povero? Certo, perchรฉ riconosce e approva gli umili e ignora i superbiโ (Om. 40,3). Il ricco non ha nome perchรฉ non ha saputo vedere lโaltro. Lazzaro, invece, sรฌ: il suo nome significa โDio aiutaโ. E Dio, davvero, ascolta sempre il grido del povero.
La parabola ci presenta un contrasto netto: da un lato il ricco, vestito di abiti sontuosi, immerso nella sua autosufficienza; dallโaltro Lazzaro, malato, affamato, invisibile. Non cโรจ solo una porta chiusa tra loro, ma รจ principalmente il cuore del ricco ad essere serrato.
Quando arriva la morte, quella che san Francesco chiama โSora nostra morte corporale, de la quale nullo homo vivente poโ scappareโ, tutto si ribalta: Lazzaro รจ consolato, il ricco sperimenta la distanza da Dio. La giustizia si compie. Non cโรจ piu tempo di cambiare le cose ora. Risuonano sempre forti le parole di Gesรน: โA che giova allโuomo guadagnare il mondo intero, se poi perde sรฉ stesso?โ (Mc 8,36).
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Il punto centrale, dunque, non รจ la condanna della ricchezza in sรจ, ma lโuso egoistico dei beni. Chi รจ ricco puรฒ fare molto bene, se apre il cuore alla Parola di Dio. Ma anche il povero, se si chiude alla speranza e si lascia divorare dallโodio, puรฒ smarrirsi, seminando attorno a sรฉ odio, violenza, solitudine.
Nel finale del brano, il dialogo tra il ricco e Abramo รจ illuminante. Il ricco, ormai condannato, chiede che qualcuno avvisi i suoi fratelli. Abramo risponde: โHanno Mosรจ e i Profeti. Ascoltino loroโ. E aggiunge: โSe non ascoltano Mosรจ e i Profeti, non si lasceranno convincere neanche se uno risorgesse dai mortiโ. Cristo รจ risorto. Ma noiโฆ lo ascoltiamo davvero?
Questa parabola non vuole solo commuoverci, aiutarci a riflettere sulle disuguaglianze sociale, ma anzitutto convertirci. Ci chiede di aprire gli occhi su chi giace oggi alla nostra porta, di usare il tempo che ci รจ donato per amare, condividere, servire. Alla fine, non resterร ciรฒ che abbiamo posseduto, ma ciรฒ che abbiamo donato con il cuore.
Per gentile concessione di don Luciano Labanca, dal suo sito.
