Vedere il povero finchรฉ cโรจ tempo
Lโingiustiziaย rappresentata da uno stile di vita preoccupato del proprio benessere e totalmente insensibile alle sofferenze e ai bisogni dei poveri: questa la denuncia del profeta Amos (Am 6,1.4-7) e il sottofondo della pagina evangelica (Lc 16,19-31).
Dai testi emerge la domanda:ย chi รจ lโaltro per me?ย E soprattutto, tra gli altri, il povero, lโultimo, il reietto. Quale responsabilitร accetto di assumere nei confronti di colui che, nella sua miseria, diviene grido che chiede aiuto e mi interpella? Le due pagine bibliche possono anche essere colte come espressione dellโindifferenzaย eretta a sistema di vita. Per non soffrire, per non essere scomodati, si preferisce chiudere gli occhi sulla realtร , senza preoccuparsi delle conseguenze che il proprio atteggiamento puรฒ avere sugli altri. E il tipo di โazioneโ partorito dallโindifferenza รจ lโomissione.ย
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Ma i testi annunciano anche ilย giudizioย che colpirร chi, vivendo nel lusso e nellโesibizione sfacciata della propria ricchezza, finisce nellโincoscienza di chi dimentica lโumanitร del fratello povero e obnubila anche la propria umanitร . Giudizio storico in Amos (โandranno in esilio in testa ai deportatiโ: Am 6,7), giudizio escatologico in Luca (il ricco si trovรฒ โnellโinferno, tra i tormentiโ: Lc 16,23), sempre viene affermato che Dio non รจ indifferente al male e allโingiustizia, ma se ne fa vindice.
La pagina di Amos si scaglia contro quella classe dirigente, quei funzionari di corte e consiglieri regali, quella classe politica altolocata che dormiva sugli allori sfruttando il momento politicamente ed economicamente favorevole del regno di Geroboamo II in Israele nellโVIII secolo. Alcune vittoriose imprese militari del sovrano alimentavano lโorgoglio nazionale e la retorica della โprima tra le nazioniโ (Am 6,1). Amos denuncia la politica dello struzzo di questi personaggi che si appiattiscono sul presente vivendo tra lusso e festini senza pensare al futuro nรฉ preoccuparsi delle condizioni reali del popolo: ma un momento storico favorevole non costituisce certo una garanzia per il futuro.
Per Amos costoro sono abitati da un senso di sicurezza e di fiducia illusorio (Am 6,1): la congiuntura favorevole li pone in una condizione di tranquillitร che andrebbe chiamata piuttostoย incoscienzaย eย irresponsabilitร . Amos avverte della minaccia incombente (Am 6,7) e rimprovera chi, credendo di scongiurare โil giorno fataleโ (Am 6,3), in realtร ne affretta la venuta. Commenta Julius Wellhausen: โChe non si preoccupino della rovina di Israele, che non sentano la rovina presente nรฉ intuiscano quella futura รจ il rimprovero piรน serio che puรฒ essere rivolto a dirigenti e a uomini politiciโ. Lโasprezza delle parole di Amos รจ resa piรน amara dal ricorso al sarcasmo. Questi notabili della โprima (reshit: 6,1) delle nazioniโ saranno i primi ad andare in esilio, โin testa (berosh: 6,7) al corteo dei deportatiโ; questi personaggi importanti e potenti vengono descritti come rammolliti dediti a piaceri tra festini e gozzoviglie; il loro essere sdraiati su letti dโavorio li denuncia come snob che importano usanze estranee alla tradizione dโIsraele per darsi toni esotici e raffinati; il loro โcanterellareโ e โimprovvisareโ con strumenti musicali addirittura paragonandosi a Davide, โil soave cantore dโIsraeleโ (2Sam 23,1), รจ semplicemente ridicolo: il verbo usato indica la loro inettitudine al canto e alla musica. Nessuna melodia, ma un vociare confuso, schiamazzi, urla, non canti.
Lusso e noncuranza di questi personaggi sono coperti dal rumoroso vociare che sale dai loro festini: ulteriore elemento che dice il carattere stordente di tali banchetti. Cecitร e sorditร : ecco le cifre che contraddistinguono queste persone irresponsabili e incoscienti che detengono un potere troppo superiore alla loro qualitร umana. Ma i mobili intarsiati, i vini raffinati, lโalto consumo di carne (6,4) in unโepoca generalmente di sotto-alimentazione, i vini raffinati e in abbondanza (6,6), le musiche e i canti, sono rovinati dal โGuaiโ โ espressione ricorrente nei lamenti funebri โ del profeta, che piรน che mai in questa occasione si merita il titolo di โguastafesteโ.
Se la prima lettura si distingue per lโeffetto โsonoroโ, facendo emergere il rumore stordente delle gozzoviglie, la pagina evangelica รจ giocata in gran parte sullโeffetto โvisivoโ. Se sempre la lettura ci porta a tradurre in immagini le parole scritte, il nostro testo spinge il lettore a visualizzare la scena surreale e un poโ grottesca del ricco torturato tra le fiamme e Lazzaro, in alto, che riposa sul seno di Abramo. E questo dopo aver iniziato la narrazione della parabola con unโesplosione di colori: un uomo ricco vestiva diย porporaย e diย bissoย e banchettavaย splendidamenteย (v. 19). I colori del lusso e della ricchezza che abbagliano la vista del lettore mentre immagina gli abiti regali dellโuomo ricco e il vasellame prezioso e scintillante della tavola imbandita contrastano spudoratamente con la pelle piagata che รจ il vestito del povero affamato che giace alla porta dalla casa del ricco (v. 20).
E la potenza visiva dellโincipit della parabola non puรฒ non accrescere nel lettore il senso di stupore per lโinvisibilitร del povero Lazzaro che pure giace presso la porta della casa del ricco. Eppure nessuno sembra notarlo e prendersi cura di lui procurandogli vestiti e cibo, come la tradizione giudaica indicava (Tb 1,17). I poveri non solo normalmente sono senza voce, ma spesso non hanno visibilitร , anzi vengono nascosti perchรฉ di essi ci si vergogna, e comunque non li si vuole vedere. La storia antica della parabola si ripete e ci raggiunge. Il romanzo afroamericano di Ralph Ellisonย Uomo invisibileย si apre con queste parole scioccanti: โIo sono un uomo invisibile โฆ Sono invisibile semplicemente perchรฉ la gente si rifiuta di vedermi โฆ Quando gli altri si avvicinano, vedono solo quel che mi sta intorno, o se stessi, o delle invenzioni della loro fantasia, ogni e qualsiasi cosa, insomma, tranne me โฆ Lโinvisibilitร di cui parlo si verifica per la speciale disposizione degli occhi di coloro con i quali vengo a contatto. Dipende dalla struttura dei loro occhiย interni, quelli cioรจ coi quali, attraverso gli occhi corporei, guardano la realtร โ.
Il povero รจ presentato anche come vittima della vita: egli non ha potuto governare il proprio destino, ma i casi e la violenza della vita lo hanno gettato (ebรฉbleto: lett. โera stato gettatoโ: v. 20) lร dove ora si trova, steso a terra come i mendicanti che hanno perso la stazione eretta e dichiarano la loro sconfitta con il loro giacere a terra. โCome un relitto sballottato dei flutti, alla fine si รจ arenato alla porta del riccoโ (Franรงois Bovon). Da un lato, dunque, lo scintillio della โbella vitaโ, lโeleganza e i colori armoniosi, i piaceri della tavola e del sesso (il verboย eufraรญnomai, al v. 19, significa โfar festaโ e associa godimenti erotici e gastronomici), dallโaltro una โnuda vitaโ, un corpo piagato, impotente, torturato dalla fame, in balia dei cani che ne leccano le ferite. Come dimenticare che fu anche a partire dalla meditazione di questa pagina evangelica e dallโimpressione profonda che produsse in lui che Albert Schweitzer andรฒ in Africa e costruรฌ lโospedale di Lambarenรฉ (Gabon)? Egli vedeva lโAfrica come un povero Lazzaro alle porte della ricca Europa.
Ed ecco che sopravviene la morte per entrambi. Per chi, nella sua misera condizione, lโaveva costeggiata quotidianamente, come per chi, altrettanto quotidianamente (โogni giornoโ: v. 19) lโaveva rimossa con una ubriacante vita di bagordi. Si svolge a questo punto un paradossale dialogo tra il ricco e Abramo. Un dialogo che conosce due momenti. Nel primo (vv. 23-26) il ricco chiede ad Abramo di inviare Lazzaro a dargli un poโ di sollievo con un goccio dโacqua; nel secondo (vv. 27-31) chiede di inviare Lazzaro a casa di suo padre affinchรฉ ammonisca i suoi fratelli perchรฉ si convertano e non finiscano anchโessi nei tormenti in cui si trova lui ora. In entrambi i casi la risposta รจ negativa. Cโรจ un troppo tardi e un abisso incolmabile divide ormai โnoi e voiโ (v. 26).
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Ovvero: cโรจ lโoggi della vita che offre il tempo e lo spazio per vedere il povero e prendersene cura. Cโรจ un quotidiano che puรฒ essere riempito di senso facendone lโambito dellโincontro, della cura, della relazione, della compassione. Ma ora,ย la morte รจ intervenuta e non cโรจ piรน tempo. Cโรจ una casa la cui porta puรฒ aprirsi e accogliere e dare riparo a chi ne รจ privo. Ma oraย la morte รจ intervenuta e la porta รจ divenuta un fossato invalicabile. A quel punto il ricco โintercedeโ per i suoi fratelli: se un morto andrร da loro essi certamente ne saranno profondamente colpiti e cambieranno vita. Ma Abramo rinvia ancora allโoggi in cui i fratelli del ricco hanno la Scrittura e possono ascoltare la Legge e i Profeti e convertirsi. Al rozzo buon senso del ricco che obietta che molto piรน potente delle Scritture รจ un prodigio come un morto che torna tra i vivi, Abramo ribatte in modo definitivo che โse non ascoltano Mosรจ e i Profeti, non saranno persuasi nemmeno se uno risorgesse dai mortiโ (v. 31). La stessa fede nel Cristo risorto si fonda sulle Scritture (cf. Lc 24). In sintesi:ย il povero e la Scritturaย sono i sacramenti che nellโoggi possono raggiungere lโuomo e guidarlo verso la salvezza.
Per gentile concessione del Monastero di Bose.
