Luciano Manicardi – Commento al Vangelo di domenica 28 Settembre 2025

- Pubblicitร  -

Vedere il povero finchรฉ cโ€™รจ tempo

Lโ€™ingiustiziaย rappresentata da uno stile di vita preoccupato del proprio benessere e totalmente insensibile alle sofferenze e ai bisogni dei poveri: questa la denuncia del profeta Amos (Am 6,1.4-7) e il sottofondo della pagina evangelica (Lc 16,19-31).

Dai testi emerge la domanda:ย chi รจ lโ€™altro per me?ย E soprattutto, tra gli altri, il povero, lโ€™ultimo, il reietto. Quale responsabilitร  accetto di assumere nei confronti di colui che, nella sua miseria, diviene grido che chiede aiuto e mi interpella? Le due pagine bibliche possono anche essere colte come espressione dellโ€™indifferenzaย eretta a sistema di vita. Per non soffrire, per non essere scomodati, si preferisce chiudere gli occhi sulla realtร , senza preoccuparsi delle conseguenze che il proprio atteggiamento puรฒ avere sugli altri. E il tipo di โ€œazioneโ€ partorito dallโ€™indifferenza รจ lโ€™omissione.ย 

- Pubblicitร  -

Ma i testi annunciano anche ilย giudizioย che colpirร  chi, vivendo nel lusso e nellโ€™esibizione sfacciata della propria ricchezza, finisce nellโ€™incoscienza di chi dimentica lโ€™umanitร  del fratello povero e obnubila anche la propria umanitร . Giudizio storico in Amos (โ€œandranno in esilio in testa ai deportatiโ€: Am 6,7), giudizio escatologico in Luca (il ricco si trovรฒ โ€œnellโ€™inferno, tra i tormentiโ€: Lc 16,23), sempre viene affermato che Dio non รจ indifferente al male e allโ€™ingiustizia, ma se ne fa vindice.

La pagina di Amos si scaglia contro quella classe dirigente, quei funzionari di corte e consiglieri regali, quella classe politica altolocata che dormiva sugli allori sfruttando il momento politicamente ed economicamente favorevole del regno di Geroboamo II in Israele nellโ€™VIII secolo. Alcune vittoriose imprese militari del sovrano alimentavano lโ€™orgoglio nazionale e la retorica della โ€œprima tra le nazioniโ€ (Am 6,1). Amos denuncia la politica dello struzzo di questi personaggi che si appiattiscono sul presente vivendo tra lusso e festini senza pensare al futuro nรฉ preoccuparsi delle condizioni reali del popolo: ma un momento storico favorevole non costituisce certo una garanzia per il futuro.

Per Amos costoro sono abitati da un senso di sicurezza e di fiducia illusorio (Am 6,1): la congiuntura favorevole li pone in una condizione di tranquillitร  che andrebbe chiamata piuttostoย incoscienzaย eย irresponsabilitร . Amos avverte della minaccia incombente (Am 6,7) e rimprovera chi, credendo di scongiurare โ€œil giorno fataleโ€ (Am 6,3), in realtร  ne affretta la venuta. Commenta Julius Wellhausen: โ€œChe non si preoccupino della rovina di Israele, che non sentano la rovina presente nรฉ intuiscano quella futura รจ il rimprovero piรน serio che puรฒ essere rivolto a dirigenti e a uomini politiciโ€. Lโ€™asprezza delle parole di Amos รจ resa piรน amara dal ricorso al sarcasmo. Questi notabili della โ€œprima (reshit: 6,1) delle nazioniโ€ saranno i primi ad andare in esilio, โ€œin testa (berosh: 6,7) al corteo dei deportatiโ€; questi personaggi importanti e potenti vengono descritti come rammolliti dediti a piaceri tra festini e gozzoviglie; il loro essere sdraiati su letti dโ€™avorio li denuncia come snob che importano usanze estranee alla tradizione dโ€™Israele per darsi toni esotici e raffinati; il loro โ€œcanterellareโ€ e โ€œimprovvisareโ€ con strumenti musicali addirittura paragonandosi a Davide, โ€œil soave cantore dโ€™Israeleโ€ (2Sam 23,1), รจ semplicemente ridicolo: il verbo usato indica la loro inettitudine al canto e alla musica. Nessuna melodia, ma un vociare confuso, schiamazzi, urla, non canti.

Lusso e noncuranza di questi personaggi sono coperti dal rumoroso vociare che sale dai loro festini: ulteriore elemento che dice il carattere stordente di tali banchetti. Cecitร  e sorditร : ecco le cifre che contraddistinguono queste persone irresponsabili e incoscienti che detengono un potere troppo superiore alla loro qualitร  umana. Ma i mobili intarsiati, i vini raffinati, lโ€™alto consumo di carne (6,4) in unโ€™epoca generalmente di sotto-alimentazione, i vini raffinati e in abbondanza (6,6), le musiche e i canti, sono rovinati dal โ€œGuaiโ€ โ€“ espressione ricorrente nei lamenti funebri โ€“ del profeta, che piรน che mai in questa occasione si merita il titolo di โ€œguastafesteโ€.

Se la prima lettura si distingue per lโ€™effetto โ€œsonoroโ€, facendo emergere il rumore stordente delle gozzoviglie, la pagina evangelica รจ giocata in gran parte sullโ€™effetto โ€œvisivoโ€. Se sempre la lettura ci porta a tradurre in immagini le parole scritte, il nostro testo spinge il lettore a visualizzare la scena surreale e un poโ€™ grottesca del ricco torturato tra le fiamme e Lazzaro, in alto, che riposa sul seno di Abramo. E questo dopo aver iniziato la narrazione della parabola con unโ€™esplosione di colori: un uomo ricco vestiva diย porporaย e diย bissoย e banchettavaย splendidamenteย (v. 19). I colori del lusso e della ricchezza che abbagliano la vista del lettore mentre immagina gli abiti regali dellโ€™uomo ricco e il vasellame prezioso e scintillante della tavola imbandita contrastano spudoratamente con la pelle piagata che รจ il vestito del povero affamato che giace alla porta dalla casa del ricco (v. 20).

E la potenza visiva dellโ€™incipit della parabola non puรฒ non accrescere nel lettore il senso di stupore per lโ€™invisibilitร  del povero Lazzaro che pure giace presso la porta della casa del ricco. Eppure nessuno sembra notarlo e prendersi cura di lui procurandogli vestiti e cibo, come la tradizione giudaica indicava (Tb 1,17). I poveri non solo normalmente sono senza voce, ma spesso non hanno visibilitร , anzi vengono nascosti perchรฉ di essi ci si vergogna, e comunque non li si vuole vedere. La storia antica della parabola si ripete e ci raggiunge. Il romanzo afroamericano di Ralph Ellisonย Uomo invisibileย si apre con queste parole scioccanti: โ€œIo sono un uomo invisibile โ€ฆ Sono invisibile semplicemente perchรฉ la gente si rifiuta di vedermi โ€ฆ Quando gli altri si avvicinano, vedono solo quel che mi sta intorno, o se stessi, o delle invenzioni della loro fantasia, ogni e qualsiasi cosa, insomma, tranne me โ€ฆ Lโ€™invisibilitร  di cui parlo si verifica per la speciale disposizione degli occhi di coloro con i quali vengo a contatto. Dipende dalla struttura dei loro occhiย interni, quelli cioรจ coi quali, attraverso gli occhi corporei, guardano la realtร โ€.

Il povero รจ presentato anche come vittima della vita: egli non ha potuto governare il proprio destino, ma i casi e la violenza della vita lo hanno gettato (ebรฉbleto: lett. โ€œera stato gettatoโ€: v. 20) lร  dove ora si trova, steso a terra come i mendicanti che hanno perso la stazione eretta e dichiarano la loro sconfitta con il loro giacere a terra. โ€œCome un relitto sballottato dei flutti, alla fine si รจ arenato alla porta del riccoโ€ (Franรงois Bovon). Da un lato, dunque, lo scintillio della โ€œbella vitaโ€, lโ€™eleganza e i colori armoniosi, i piaceri della tavola e del sesso (il verboย eufraรญnomai, al v. 19, significa โ€œfar festaโ€ e associa godimenti erotici e gastronomici), dallโ€™altro una โ€œnuda vitaโ€, un corpo piagato, impotente, torturato dalla fame, in balia dei cani che ne leccano le ferite. Come dimenticare che fu anche a partire dalla meditazione di questa pagina evangelica e dallโ€™impressione profonda che produsse in lui che Albert Schweitzer andรฒ in Africa e costruรฌ lโ€™ospedale di Lambarenรฉ (Gabon)? Egli vedeva lโ€™Africa come un povero Lazzaro alle porte della ricca Europa.

Ed ecco che sopravviene la morte per entrambi. Per chi, nella sua misera condizione, lโ€™aveva costeggiata quotidianamente, come per chi, altrettanto quotidianamente (โ€œogni giornoโ€: v. 19) lโ€™aveva rimossa con una ubriacante vita di bagordi. Si svolge a questo punto un paradossale dialogo tra il ricco e Abramo. Un dialogo che conosce due momenti. Nel primo (vv. 23-26) il ricco chiede ad Abramo di inviare Lazzaro a dargli un poโ€™ di sollievo con un goccio dโ€™acqua; nel secondo (vv. 27-31) chiede di inviare Lazzaro a casa di suo padre affinchรฉ ammonisca i suoi fratelli perchรฉ si convertano e non finiscano anchโ€™essi nei tormenti in cui si trova lui ora. In entrambi i casi la risposta รจ negativa. Cโ€™รจ un troppo tardi e un abisso incolmabile divide ormai โ€œnoi e voiโ€ (v. 26).

- Pubblicitร  -

Ovvero: cโ€™รจ lโ€™oggi della vita che offre il tempo e lo spazio per vedere il povero e prendersene cura. Cโ€™รจ un quotidiano che puรฒ essere riempito di senso facendone lโ€™ambito dellโ€™incontro, della cura, della relazione, della compassione. Ma ora,ย la morte รจ intervenuta e non cโ€™รจ piรน tempo. Cโ€™รจ una casa la cui porta puรฒ aprirsi e accogliere e dare riparo a chi ne รจ privo. Ma oraย la morte รจ intervenuta e la porta รจ divenuta un fossato invalicabile. A quel punto il ricco โ€œintercedeโ€ per i suoi fratelli: se un morto andrร  da loro essi certamente ne saranno profondamente colpiti e cambieranno vita. Ma Abramo rinvia ancora allโ€™oggi in cui i fratelli del ricco hanno la Scrittura e possono ascoltare la Legge e i Profeti e convertirsi. Al rozzo buon senso del ricco che obietta che molto piรน potente delle Scritture รจ un prodigio come un morto che torna tra i vivi, Abramo ribatte in modo definitivo che โ€œse non ascoltano Mosรจ e i Profeti, non saranno persuasi nemmeno se uno risorgesse dai mortiโ€ (v. 31). La stessa fede nel Cristo risorto si fonda sulle Scritture (cf. Lc 24). In sintesi:ย il povero e la Scritturaย sono i sacramenti che nellโ€™oggi possono raggiungere lโ€™uomo e guidarlo verso la salvezza.

Per gentile concessione del Monastero di Bose.

Altri Articoli
Related

p. Roberto Pasolini, OFM Cap. – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesรน che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesรน che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 18 Aprile 2026

Videro Gesรน che camminava sul mare.Dal Vangelo secondo Giovanni. Venuta...

Card. Angelo Comastri – Commento al Vangelo del 12 aprile 2026

Se non mostriamo le ferite dell'amore non crederanno al...