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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 18 Settembre 2025

Superfluo e anche banale rimarcare la genialità di Gesù (e ci mancherebbe) nel districarsi nelle circostanze anche più complicate.

È invitato a cena da un fariseo e si mette comodo a tavola, quando una donna “chiacchierata”, senza dire una parola, si apposta dietro a Gesù, gli lava i piedi con le lacrime, li asciuga, li cosparge di profumo, li bacia, insomma lo accarezza e lo tocca fino a provocare lo sconvolgimento emotivo del fariseo osservante scrupoloso della legge. Sconvolgimento emotivo silenzioso, muto.

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Infatti non dice niente a Gesù, ma pensa “tra sé e sé”, non immaginando che Gesù legge nel pensiero e nel cuore delle persone. Ed è proprio a questo livello alto che Gesù, con una soavità disarmante, rinfaccia al fariseo la sterilità spirituale del suo “scandalizzarsi”.

Per farla breve e per rendere attuale per noi “farisei di oggi”, ecco in sintesi il rimbrotto di Gesù: “Tu non hai amato tanto quanto chi giudichi frettolosamente un peccatore”, “Chi tu ritieni peccatore ha amato più di te, quindi le sarà concesso maggior perdono”, “Colui al quale si perdona poco ha amato poco”.

Occorre fare il palato al sapore dei paradossi per gustare (che è oltre il capire) i pronunciamenti di Gesù e calarli nell’oggi. La scena si chiude con i commensali anch’essi sconvolti dall’accaduto che mormorano “tra sé e sé” (“Ma chi è costui?”) e che Gesù lascia in mezzo alla strada per rivolgersi direttamente alla donna con una dolcezza infinita: “La tua fede ti ha salvata, va’ in pace”.

Per riflettere

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi