Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 15 Settembre 2025

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Vangelo del giorno di Gv 19,25-27 oppure Lc 2,33-35

Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!

Dal Vangelo secondo Giovanni
 
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesรน sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clรจopa e Maria di Mร gdala.
Gesรน allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: ยซDonna, ecco tuo figlio!ยป. Poi disse al discepolo: ยซEcco tua madre!ยป. E da quellโ€™ora il discepolo lโ€™accolse con sรฉ.

Parola del Signore.
 
Oppure:

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Anche a te una spada trafiggerร  lโ€™anima.

Dal Vangelo secondo Luca
 
In quel tempo, il padre e la madre di Gesรน si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: ยซEcco, egli รจ qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione โ€“ e anche a te una spada trafiggerร  lโ€™anima โ€“, affinchรฉ siano svelati i pensieri di molti cuoriยป.

Parola del Signore.

Ieri la riflessione sulla croce e sul dolore rettamente inteso e teologicamente corretto.

Oggi celebriamo la festa devozionale dellโ€™Addolorata in cui fissiamo lo sguardo sulla figura di Maria. รˆ una riflessione molto scivolosa, quella di oggi. E so che corro qualche rischio nel dirlo e nel sottolinearlo.

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Troppe volte la memoria del dolore di Maria, partecipe alla missione salvifica di Cristo, รจ passato in secondo piano, lasciando emergere, invece, solo lo strazio di una madre che perde il proprio figlio. Sono duro nel dirlo, ma esiste un approccio solo sociale a questa memoria che, addirittura, rischia di diventare pagano o mondano.

In Italia e nei paesi che si affacciano al Mediterraneo, poi, dove la figura materna รจ spesso enfatizzata, il ruolo della madre dolente e piangente rischia di confondere le idee, di scordare lโ€™annuncio, di fermarsi al venerdรฌ santo.

E il rischio della Chiesa, quello di oggi e di sempre, รจ proprio quello di restare inchiodati al venerdรฌ santo, di non avere il coraggio di andare oltre.

La profezia del vecchio Simeone vede prima la salvezza, la redenzione, il riscatto portato da quel neonato che รจ il rivelatore del Padre, il Verbo (la parola) di Dio. Poi vede che per accogliere quella salvezza bisogna affrontare un dolore, attraversare ferite, compiere delle scelte.

Al cuore della memoria di oggi non cโ€™รจ il molto dolore che tutti, in qualche modo, sperimentiamo e che pensiamo, in fondo in fondo, essere un errore, una clamorosa ingiustizia.

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Se oggi ricordiamo Maria Addolorata non รจ per il suo grande dolore, cosรฌ simile a quello di tante madri che hanno sperimentato la tragedia di perdere un figlio, ma perchรฉ non ha lasciato che quel dolore le impedisse di credere, di restare salda nella fede e di dimorare nella speranza.

In questo, imitiamo Maria: nellโ€™avere messo al centro della propria ricerca la fede nel Figlio. Lei che, prima di essere madre, รจ stata discepola del Figlio. E che lo ha imitato, seguendolo, e portando la croce, disposta a morire piuttosto che cedere.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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