Tempo Ordinario XXIV, Colore verde – Lezionario: Ciclo C | Anno I, Salterio: sett. 4
Oggi la liturgia ci invita a sostare accanto a Maria, Madre Addolorata, ai piedi della croce di suo Figlio. Non siamo spettatori distanti: siamo chiamati a entrare nel mistero dell’amore che si dona e del dolore che si trasfigura, ascoltando la voce della Scrittura che ci accompagna come in un unico canto di fede.
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Eb 5,7-9
Imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna.
Dalla lettera agli Ebrei
Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito.
Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.
Parola di Dio.
Dal Sal 30 (31)
R. Salvami, Signore, per la tua misericordia.
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
Tendi a me il tuo orecchio. R.
Vieni presto a liberarmi.
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi. R.
Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele. R.
Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori. R.
Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
la dispensi, davanti ai figli dell’uomo,
a chi in te si rifugia. R.
Gv 19,25-27 oppure Lc 2,33-35
Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Parola del Signore.
Oppure:
Anche a te una spada trafiggerà l’anima.
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
Parola del Signore.
La Lettera agli Ebrei ci apre uno squarcio sul cuore di Gesù: Egli, “nei giorni della sua vita terrena”, innalzò preghiere e suppliche con forti grida e lacrime. È un’immagine viva e intensa: il Figlio di Dio non ha vissuto la sofferenza dall’esterno, ma l’ha attraversata con tutta la fragilità e la verità della condizione umana. Proprio in quell’obbedienza, in quell’abbandono fiducioso al Padre, Egli è diventato per noi fonte di salvezza. Il dolore, così, non rimane un muro invalicabile, ma si apre come porta verso una vita nuova.
Il salmo ci fa eco, come una voce che sgorga dal cuore di chi soffre e nello stesso tempo si fida: “Nelle tue mani affido il mio spirito”. È la stessa preghiera che Gesù innalza sulla croce, ed è la preghiera che Maria, nel silenzio del suo cuore trafitto, ripete senza parole. L’anima ferita trova rifugio nelle mani di Dio, come un bambino che si abbandona tra le braccia del padre.
Il Vangelo ci porta al Calvario. Vediamo Maria sotto la croce, ferma, silenziosa, ma presente. Non fugge, non indietreggia, non grida. Rimane lì, con lo sguardo fisso sul Figlio che muore, e in quel momento il suo cuore viene trapassato, come aveva profetizzato Simeone. Eppure, proprio lì, Maria diventa Madre di tutti: “Ecco tuo figlio… ecco tua madre”. Il dolore non la chiude in sé, ma la apre a una maternità nuova, universale. È un mistero profondo: nell’ora più oscura, nasce la luce di una comunione nuova, che ci unisce tutti sotto lo sguardo della Madre.
🌿 Commento finale
Contemplando Gesù obbediente fino alla croce, ascoltando il salmo che affida lo spirito a Dio, e vedendo Maria che soffre e ama, comprendiamo che la via della salvezza passa attraverso il dono totale. Il dolore non è l’ultima parola: nelle mani del Padre, diventa grembo di vita nuova. Accogliamo allora Maria come Madre e impariamo da lei a stare accanto alle croci del mondo con fede, silenzio e amore.
