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mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di domenica 14 Settembre 2025

Domenica 14 Settembre 2025 - ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE - Festa - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 3,13-17

Data:

Esaltazione della Santa Croce di Cristo

La Croce: da strumento di tortura a trofeo di vittoria. La chiesa celebra, come una delle feste più significative l’esaltazione della Santa Croce. Perchè? Esisteva un itinerario liturgico che spiegava la ragione che , purtroppo dall’ultima riforma liturgica è stato demolito: esistevano due feste della Santa Croce, l’invenzione , il tre maggio e l’esaltazione, il 14 settembre.

La prima spiegava la seconda: soltanto perché Cristo è salito sulla Croce è stata santificata e si può esaltare, contrariamente non sarebbe possibile. Amare la Croce indipendentemente da Cristo sarebbe masochismo. San Paolo dice chiaramente: “la Croce è scandalo dei giudei e stoltezza per i pagani” perché per i primi era strumento di supplizio a cui erano sottoposti gli schiavi, non i cittadini romani, ed una umiliazione per un membro del popolo ebraico.

La festa del 14 settembre non è la festa di uno strumento formato da due travi inchiodate ma l’esaltazione di ciò che la Croce significa e di tutto ciò che va sotto il nome di Croce: ogni sofferenza umana impostaci dalla natura o dai fratell, sotto il nome di Croce va tutto quello che ripugna alla nostra natura umana e gli procura sofferenza.

Il Verbo eterno di Dio , assumendo la natura umana non poteva escludere quanto di più significativo è in essa: la sofferenza. Ha scelto di sperimentare fino alla feccia quanto l’uomo è capace di procurare ai fratelli: la morte più crudele riservata agli schiavi, crocifisso vivo. In quel momento fu santificata ogni sofferenza perché era Dio che l’aveva assunta nella sua carne e l’aveva divinizzata. Così l’effetto del peccato dell’uomo era diventato strumento di grazia. Da quel momento non c’è croce su cui non sia appeso Gesù e in ciascun sofferente si riconosce e soprattutto il Padre riconosce suo Figlio Crocifisso.

Questa è l ragione per cui San Paolo dice chiaramente “ Di nient’altro mi glorierò se non della Croce del Signore Nostro Gesù Cristo in cui è la vita e la nostra salvezza”. Tutto passa attraverso la Croce e dal cuore squarciato di Cristo Crocifisso sgorgano tutte le grazie e nasce la Chiesa.

“Stat Crux dum volvitur orbis” Mentre il mondo gira sta immobile la Croce intorno a cui tutto si muove. Paolo avrebbe potuto dire agli ateniesi che in essa e attraverso di essa “viviamo, ci muoviamo e stiamo”.

La ragione di tutto questo è nel fatto che ogni giorno celebrando l’Eucarestia si rinnova il Sacrificio della Croce a cui si uniscono i sacrifici di tutti gli uomini che acquistano in Cristo un valore infinito. Ogni giorno in questa Eucarestia cosmica, il sangue di Cristo lava il mondo dalle sue iniquità e respira la vittoria della Redenzione. Questa è fondamentalmente la ragione della nostra Speranza.

In questa festa la chiesa saluta la Croce come unica speranza, albero della salvezza suo vessillo vittorioso con cui la Sposa di Cristo affronta la storia e le prove delle persecuzioni e tiene stretta a se la Croce con la convinzione che “Dalla Croce non si scende ma si risorge”.

Questa è la festa in cui siamo chiamati a confrontarci con la nostra idea di Cristianesimo. Gesù non ha fatto complimenti, ha detto chiaramente “Chi vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua Croce e mi segua”. Ciò che non è segnato dalla croce non è cristiano e aggiungerei, non è umano perché la vita porta con se la Croce attraverso cui si nasce, si vive e si conclude.

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