In principio รจ la Croce – ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE โ Lectio divina
+ Dal Vangelo secondo Giovanniย Gv 3,13-17
Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo.
In quel tempo, Gesรน disse a Nicodรจmo:
ยซNessuno รจ mai salito al cielo, se non colui che รจ disceso dal cielo, il Figlio dellโuomo. E come Mosรจ innalzรฒ il serpente nel deserto, cosรฌ bisogna che sia innalzato il Figlio dellโuomo, perchรฉ chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perchรฉ chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perchรฉ il mondo sia salvato per mezzo di luiยป.
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LECTIO
Dio ha tanto amato il mondo
Lโevangelista Giovanni riferisce in un piccolo sommario che Gesรน aveva compiuto dei segni a Gerusalemme nel periodo della festa di Pasqua. Alcuni Giudei, avendo visto i segni, avevano iniziato a credere. Tra questi cโera anche un uomo di nome Nicodemo che va da Gesรน di notte per dialogare con lui. Il fariseo esplicita il suo pensiero condiviso da quelli che, come lui, avevano visto i segni compiuti e che erano giunti alla consapevolezza che Gesรน fosse ยซvenuto da Dio come maestroยป.
La pericope liturgica si inserisce nel racconto dellโincontro tra Gesรน e Nicodemo; dopo una breve presentazione del fariseo, si sviluppa in un dialogo, diviso in due parti. Nella prima cโรจ un botta e risposta tra Nicodemo e Gesรน (3,1-10) e nella seconda un monologo di Gesรน (3,11-21) in cui dal ยซtuยป di Nicodemo si passa al ยซvoiยป della comunitร dei credenti.
A Nicodemo, che si rivolge a lui chiamandolo Rabbรฌ, Gesรน replica con delle affermazioni nette tanto quanto lo era stata quella del fariseo. Nicodemo rappresenta il simpatizzante che si รจ fatto unโidea di Gesรน incasellandolo nei suoi schemi. Gesรน non รจ solo un maestro di vita ma egli si presenta subito identificandosi con ยซil regno di Dioยป. Gesรน sembra dire a Nicodemo che attraverso di lui Dio sta esercitando la sua regalitร , ovvero che si sta attuando lโevento salvifico anticipato dai profeti; il regno di Dio puรฒ essere riconosciuto e addirittura partecipato nella misura in cui si ยซrinasceยป. Il nascere รจ unโesperienza di relazione con lโaltro da sรฉ che dona la possibilitร di vivere; nessuno si genera da sรฉ ma cโรจ sempre qualcuno, โaltro da meโ, che รจ allโorigine dellโatto generativo. La nascita รจ il compimento del naturale processo generativo che inizia con il concepimento grazie al quale gradualmente si viene formati e si รจ preparati a vivere il passaggio da una condizione di vita nel grembo materno e quella di libertร e autodeterminazione. Tuttavia, la salvezza operata da Dio non รจ una ยซreincarnazioneยป ovvero di una ripresa del ciclo biologico, e dunque, di un ritorno indietro, ma di una ยซrinascita dallโaltoยป, cioรจ di una nascita spirituale, per cui lโuomo diventa una ยซcreatura nuovaยป.
ยซCome puรฒ accadere questo?ยป. La nascita dallo Spirito non รจ atto della volontร dellโuomo, ma della volontร divina. Nel prologo Giovanni ha parlato dellโatto generativo di Dio attraverso il quale chi accoglie la Parola di Dio diventa figlio di Dio. La nascita dallo Spirito accade sulla croce. Il serpente di bronzo e il Crocifisso sono il segno, il primo come anticipo, il secondo come compimento, dellโamore di Dio che guarisce dalla morte con la misericordia.
Il riferimento al battesimo รจ chiaro, come lo รจ il fatto che la comunitร , la Chiesa, รจ il grembo fecondato dallo Spirito Santo, potenza generativa che viene dal Cristo crocifisso e risorto. Giovanni battista parlando di Gesรน e del suo battesimo introduce lโimmagine dello sposo. Gesรน stesso, dalla croce rivolgendosi alla madre le dice del discepolo: ยซDonna, ecco tuo figlioยป e al discepolo, riferendosi alla madre: ยซFiglio, ecco tua madreยป. Sulla croce avviene lโatto generativo dellโuomo nuovo. Con il battesimo Gesรน affida alla chiesa, come grembo, la vita nuova del credente. Questa vita รจ la vita stessa di Dio che richiede di essere coltivata.
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Chi parla non รจ un semplice maestro ma รจ il Figlio dellโuomo, disceso dal cielo per risalire al cielo portando con sรฉ tutti coloro che, credendo in lui, percorrono la stessa via, che dallโamore al prossimo giunge fino alla contemplazione del volto di Dio. ร il Figlio che Dio ha donato al mondo come segno del suo amore. Incarnandosi Gesรน รจ nato dalla carne di Maria ed รจ carne come ogni uomo nato da donna, ma รจ anche il Figlio di Dio rinato dallo spirito nel momento in cui รจ morto in croce ed รจ risorto. Rinato dallo Spirito, il Risorto, parla delle cose del cielo.
Nicodemo รจ un maestro che cerca la veritร come a tentoni. Gesรน gli mostra la via per giungere alla veritร . Dio stesso viene incontro allโuomo e si fa vedere. Davanti a Nicodemo non cโรจ solamente un maestro come Mosรจ che dร un insegnamento scrivendolo su tavole di pietra e portandole in mezzo al popolo. Gesรน รจ il segno di Dio prefigurato nel serpente di bronzo che Mosรจ innalzรฒ in modo che fosse visibile a tutti coloro che erano stati morsi dai serpenti a causa del loro peccato di mormorazione. Il peccato viene denunciato dalla trasgressione della legge. Chi fa il male si autodenuncia del peccato, rivela, per cosรฌ dire, il peccato della diffidenza nei confronti di Dio. Il peccato รจ come il morso del serpente che procura la morte. Mosรจ non puรฒ salvare dalla morte perchรฉ non puรฒ guarire dal veleno del peccato. Come il serpente innalzato รจ il segno della gloria di Dio che perdona, cosรฌ Gesรน innalzato sulla croce รจ il segno di Dio che ama il mondo. Amare significa salvare dalla morte, guarire dal peccato e dare la vita eterna. Essa รจ la vita stessa di Dio, รจ lo Spirito Santo.
La Pasqua รจ il compimento della rivelazione di Gesรน come Figlio di Dio e primogenito dei rinati dallโalto. Sulla croce si compie la volontร di Dio che non รจ volontร di potenza ma volontร di salvezza. Nella volontร di salvare si rivela il volto autentico di Dio che ama il mondo.
Credere significa lasciarsi introdurre nel grembo della Chiesa e lasciarsi nutrire dalla grazia di Dio che agisce sempre attraverso la comunitร . La fede non รจ qualcosa di soggettivo e individuale, ma รจ un processo di crescita che avviene solo nel contesto delle relazioni con Dio nella Chiesa.
Il mantenere il contatto nutriente con Dio attraverso la Chiesa permette di crescere e portare a compimento il progetto di vita iniziatosi a realizzare col battesimo. Chi si stacca dal grembo muore. Come lโaborto รจ lโinterruzione del processo generativo, cosรฌ la condanna, ovvero la morte รจ il distacco da Dio e dai fratelli.
La croce non รจ lโatto finale ma quello iniziale della vita. Chi aderisce a Dio e si lascia amare da lui รจ introdotto nel cammino di vita nuova che รจ lโitinerario di fede con la Chiesa e nella Chiesa. Questo significa fare la veritร : crescere unito a Cristo nella Chiesa. Le tenebre sono lโimmagine della condizione di dipendenza dal peccato che alimenta la diffidenza verso Dio e i fratelli della comunitร . Si preferisce seguire il proprio peccato che la luce del vangelo.
Cosรฌ si va verso la luce che รจ Cristo stesso, punto di riferimento nel pellegrinaggio terreno nel quale si avanza come nella notte.
MEDITATIO
Per amore, solo per amore
Qual รจ la meta del nostro cammino? Gesรน ci dice che รจ il Cielo. La risurrezione ha spalancato per noi le porte del Cielo. Non si tratta di un luogo fisico ma dello stato dellโanima che noi possiamo pregustare quando proviamo la gioia di essere amati e di amare. Il nostro sguardo si rivolge verso il Gesรน Crocifisso, il quale ha preparato per noi un posto nella casa del Padre per abitare sempre con Lui.
In alto i nostri cuori
Gesรน parlando a Nicodemo, un uomo in ricerca della felicitร e del senso della vita, che era andato a trovare il maestro, gli ricorda un aneddoto che riguarda il popolo dโIsraele durante il suo cammino nel deserto. Gli Israeliti, giร liberati dalla schiavitรน dellโEgitto, stavano camminando nel deserto per raggiungere finalmente la terra promessa. Nonostante Dio li avesse nutriti con la manna e le quaglie e avesse garantito loro lโacqua, essi spesso mormoravano contro di lui rimpiangendo la loro condizione di vita precedente, dimenticando quanto avevano sofferto in Egitto a causa del Faraone. Essi, che non vedevano con i loro occhi la terra che Dio aveva promesso di dare, diffidavano di lui e non perdevano occasione per lamentarsi. Ecco descritto il peccato che consiste nel non riconoscere lโaiuto di Dio e nel tenere gli occhi bassi, concentrati su sรฉ stessi e lamentarsi continuamente per ciรฒ che manca. Conseguenza del peccato รจ la morte, ovvero il distacco affettivo da Dio e dagli altri. Lโegoismo acceca e lโattaccamento alle cose materiali รจ causa di separazione dagli altri. Come avviene per un embrione che muore se si stacca dalla parete del grembo materno, cosรฌ accade a chi interrompe i rapporti con Dio. Senza lโamore, dono di Dio, la vita appassisce e muore. Ma Dio non abbandona i suoi figli, anche se sono ingrati, perchรฉ li ama tantissimo. Per cui, come aveva detto a Mosรจ dโinnalzare un serpente fatto di bronzo su unโasta perchรฉ tutti potessero vederlo alzando lo sguardo, cosรฌ Gesรน viene innalzato sulla croce perchรฉ tutti possano vedere quanto grande รจ lโamore di Dio per lโuomo. Bisogna alzare gli occhi al cielo ed insieme innalzare i nostri cuori, ovvero avere fiducia nellโamore di Dio e non dubitare della sua misericordia.
Dio ricco di misericordia
Gesรน, luce del mondo, รจ la via luminosa per il cielo. Lui รจ Dio che si fa sempre prossimo allโuomo non per condannarlo ma per salvarlo. Tutta la storia dโIsraele รจ una grande narrazione dellโamore misericordioso di Dio che ha compassione dei suoi figli e invia i profeti per avvertire gli uomini del loro peccato e delle sue conseguenze. Dio aveva dato la legge come i due argini posti al fiume per convogliare le sue acque e impedire ad esse di straripare, allagare e distruggere. Trasgredire la legge significa andare oltre i propri confini e fare danno. Questo accade quando non si impongono limiti allโorgoglio, alla presunzione, alla prepotenza e alla cupidigia. Cosรฌ le relazioni sโimpoveriscono, perdono vitalitร , e muoiono. I ยซnoยป hanno una valida funzione pedagogica perchรฉ educano ad accettare i limiti umani e a viverli come condizione necessaria per relazioni equilibrate e sane con gli altri. Ciรฒ che la diffidenza fa vedere come sbarre e catene di un carcere รจ in realtร quello che permette di non divorare gli altri ma di amarli veramente.
Il peccato, che non tollera contenimenti alla propria libertร e che la fa diventare libertinismo autoritario, non si combatte con la punizione. Chi pecca si punisce da solo. Dio manda suo Figlio Gesรน, non per punire, ma per salvare. Questo lo fa con un atto di amore unico e assoluto, che solo Dio poteva fare. Gesรน, il giusto e lโinnocente muore per lโuomo ingiusto e colpevole. Perchรฉ Dio arriva a tanto? Solamente per amore!
Lโamore di Dio mantiene sempre vivo il legame con lโuomo perchรฉ lui, curato dalle ferite del peccato, arricchito di ogni grazia, possa vivere rispondendo con lโamore allโamore ricevuto. Le opere di Dio sono tutte belle perchรฉ in esse cโรจ il suo amore per lโuomo. Lโuomo รจ lโopera piรน bella di Dio e quando lui ha fede diventa ancora piรน bello e luminoso perchรฉ compie le stesse opere di Dio. Lโamore rende ricchi di misericordia e luminosi di caritร .
Il vestito nuovo della festa
Dio non restituisce quello che sembra aver tolto per punizione, ma, perdonando, dร una cosa nuova, fa creature nuove. Il perdono non รจ la toppa di tessuto nuovo posta a nascondere lo strappo del vestito vecchio, ma con la morte e la risurrezione di Gesรน, che dona lo Spirito Santo, Dio regala un vestito nuovo, quello della festa. Lo Spirito Santo, come il vino che fa gioire il cuore, non puรฒ essere accolto come se fossimo un otre vecchio e corroso dal peccato.
Nessuno puรฒ guarire da solo ma unicamente attraverso relazioni di aiuto. Dio invia compagni di strada perchรฉ noi possiamo aprirci a loro, lasciarci accompagnare nel cammino di conoscenza delle tenebre interiori e fare luce su di esse senza nasconderci per la vergogna.
Le opere della fede sono innanzitutto quelle che ci aiutano ad aprirci agli altri e a lasciarci guarire dal male che ci consuma dentro per essere persone nuove, tessitori di relazioni sane, costruttori di comunitร fraterne.
In principio รจ la Croce
Guardando il nome di questa festa spontaneamente ci chiederemmo il motivo per cui celebrare la croce. Da sempre essa รจ associata alla morte, ovvero alla conclusione della vita e questo nel modo piรน vergognoso e ignobile. In realtร non esaltiamo la croce quale simbolo religioso o ideologico, ma la croce di Cristo, quella sulla quale ha manifestato quanto grande sia lโamore di Dio per lโuomo. Ciรฒ che per lโuomo รจ segno della fine di ogni cosa Gesรน ne ha fatto il principio della nuova creazione. La croce รจ lโultimo sigillo tolto dal libro della vita sicchรฉ ogni uomo puรฒ conoscere la veritร e sperimentarla. La veritร รจ lโamore di Dio che รจ allโorigine di ogni cosa. Proprio perchรฉ รจ il principio esso รจ gratuito e libero. Dio non ci ama perchรฉ lo meritiamo e non ci rende felici perchรฉ ci ricompensa per i sacrifici compiuti per fare il bene; Egli ci ama perchรฉ possiamo essere veramente salvi. La salvezza la sperimentiamo non solamente quando, feriti mortalmente dal peccato ne riconosciamo la drammatica gravitร e chiediamo aiuto per essere liberati dalla colpa, ma quando il nostro cuore si apre ad accogliere la misericordia di Dio che lo cambia dandogli la forma di quello suo. Nella misura in cui la croce diventa stile di vita lโuomo impara ad essere veramente libero. La croce รจ lโinizio della via della libertร che รจ a senso unico e non ammette la possibilitร di tornare indietro. Su questa via si puรฒ solo progredire. Se ci si ferma si viene risucchiati nuovamente nella logica del peccato che rende schiavi. La libertร che Dio ci dona รจ quella che si concretizza quando scegliamo di fare della nostra vita un dono gratuito e incondizionato. Questo รจ lโamore che genera vita.
Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualitร biblica a Matera
Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna“
