Amore concreto
Lโamore chiede gesti concreti: โรจ da porre piรน nei fatti che nelle paroleโ, diceva santโIgnazio negli Esercizi spirituali. Le persone che amano di piรน spesso sono quelle piรน silenziose, come una mamma che non pensa minimamente a mostrare o rivendicare quello che ha fatto per il figlio. Lโamore non si chiede neanche perchรฉ, ama e basta: in quel dono si ritrova e si realizza. Forse per questo non ci rendiamo conto dellโamore di Dio per noi, perchรฉ รจ un amore discreto, che non fa rumore, non strepita e non rivendica attenzione. La croce รจ il segno silenzioso di questo amore. Per amare occorre perdere un poโ del nostro io: se il nostro io occupa tutto lo spazio, non riusciamo ad amare. Il narcisista non ama. Al contrario, come ci ricorda la lettera ai Filippesi: Cristo svuotรฒ se stesso, si รจ donato completamente per amore (Fil 2,7).
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Nel sangue
Nel mondo antico per realizzare unโalleanza tra due contraenti era necessario uccidere un animale, nel cui sangue veniva sancita la promessa. Troviamo un riferimento a questa pratica nella lettera agli ebrei: โSecondo la legge, quasi ogni cosa รจ purificata con sangue; e senza spargimento di sangue non cโรจ perdonoโ, Eb 9,22. Gesรน รจ dunque lโagnello sacrificato, nel cui sangue Dio ha realizzato lโalleanza con lโumanitร , unโalleanza eterna perchรฉ fatta nel sangue del figlio, una promessa che non puรฒ venire meno. Dio ha promesso di amarci per sempre fino in fondo. Se lโalleanza รจ eterna, eterna deve essere anche la nostra vita. La morte rimane un passaggio necessario, connesso alla nostra dimensione creaturale, ma non รจ lโultima parola. La croce diventa porta attraverso cui si spalanca lโeternitร . Nella croce di Cristo, impariamo a consegnarci al Padre.
Paura di morire
La paura di morire attanaglia la nostra vita: la paura di morire รจ la paura di non farcela, la paura di fallire, la paura di perdere. Ecco perchรฉ guardando alla croce, ritroviamo la speranza per continuare il nostro cammino. Tutte le nostre paure sono state sconfitte, perchรฉ รจ stata sconfitta la radice, cioรจ la morte.
Questa vittoria รจ giร adombrata nellโesperienza del popolo di Israele nel deserto: il deserto รจ lโimmagine della vita, la fatica del viaggio, la paura di non trovare nutrimento per andare avanti, la paura di sbagliare strada e di perdersi. Quando ci si fissa sulle paure, permettiamo ad esse di prendere corpo. Israele si spaventa e le sue paure diventano serpenti, che, proprio come le paure, avvelenano e si insinuano in modo subdolo.
Guardare
Dio indica a Mosรจ lโantidoto per vincere la paura: guardare un serpente di bronzo, innalzato su unโasta. Quel serpente ricorda proprio ciรฒ che fa paura. Il primo passo per vincere le nostre paure รจ infatti guardare in faccia quello che ci spaventa, dare confini, riconoscere. Gesรน riprende questa immagine, perchรฉ nel sacrificio della croce noi possiamo ritrovare il coraggio per affrontare le nostre paure. Una volta che in Cristo la morte รจ stata vinta, non cโรจ piรน nulla che possa spaventarci. Da quel momento in poi, tutti i crocifissi della storia si potranno sentire capiti e accolti, perchรฉ un altro li ha preceduti nel loro destino.
Leggersi dentro
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- Cosa senti guardando la croce?
- Che cosa ti spaventa di piรน in questo momento della vita?
Per gentile concessione di P. Gaetano Piccolo S.I. – Fonte
