Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 13 Settembre 2025

Commento al brano del Vangelo di: Lc 6,43-49

Data:

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Vangelo del giorno di Lc 6,43-49

Perchรฉ mi invocate: โ€œSignore, Signore!โ€ e non fate quello che dico?

In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli:
ยซNon vi รจ albero buono che produca un frutto cattivo, nรฉ vi รจ dโ€™altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, nรฉ si vendemmia uva da un rovo.
Lโ€™uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; lโ€™uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciรฒ che dal cuore sovrabbonda.
Perchรฉ mi invocate: โ€œSignore, Signore!โ€ e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerรฒ a chi รจ simile: รจ simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investรฌ quella casa, ma non riuscรฌ a smuoverla perchรฉ era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, รจ simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investรฌ e subito crollรฒ; e la distruzione di quella casa fu grandeยป.

Parola del Signore.

Semplice e lineare, geniale e disarmante: un albero si giudica dai frutti. Quindi non servono le parole, le apparenze, le chiacchiere, come quel fico che Gesรน incrocia scendendo da Betania a Gerusalemme e che, nonostante le belle foglie, non ha nessun frutto.

Come il tempio nel quale, nel vangelo di Marco, Gesรน sta per entrare per la prima volta: un inutile albero senza frutti. Quindi la nostra vita spirituale, lโ€™attivitร  della nostra parrocchia, delle nostre chiese locali, si puรฒ in un certo senso quantificare. Dai frutti.

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E quali? Le chiese piene? Vocazioni a pioggia? Esuberanza delle nostre assemblee, gruppi, movimenti? No, i frutti elencati da san Paolo: il frutto dello Spirito invece รจ amore, gioia, pace, magnanimitร , benevolenza, bontร , fedeltร , mitezza, dominio di sรฉ (Galati 5, 16.19-25).

Se questa intuizione รจ vera, e lo รจ, allora lโ€™unico modo per valutare lโ€™efficacia di una scelta o di unโ€™azione pastorale รจ quella di verificarne la bontร  dei frutti. Che non significa efficacia pastorale, folle di convertiti, celebrazioni entusiastiche o guarigioni miracolose.

Un albero si giudica dai frutti e questi frutti sono grandi e insignificanti nello stesso tempo, li puรฒ vivere anche una piccola comunitร  sgarruppata ridotta a pochi anziani, fuori dalle logiche imprenditoriali che a volte contagiano anche le nostre parrocchie.

E, viceversa, dai frutti possiamo risalire alla bontร  dellโ€™albero, magari qualcuno che non bazzica le nostre chiese. Perchรฉ, รจ bene ricordarcelo, Dio non รจ proprietร  dei cattolici, ma lo Spirito continua a spargere i semi del Verbo in tutti i cuori.

Spesso incontriamo persone che si dichiarano atee (e molto spesso sono anticlericali e con solide ragioni per esserlo) ma che, nei fatti, producono frutti di bene, di accoglienza, di stima, di empatia, di compassione.

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Per portare frutto lโ€™unico modo รจ costruire saldamente la casa interiore sulla roccia che รจ Cristo, ascoltare la Parola con assiduitร  e lasciare che germogli dentro di noi per portare un buon frutto che fa รจ destinato a durare.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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