Un amore da esaltare
Avete ragione, scusate.
Giร solo la titolazione di questa festa che, questโanno, sostituisce la domenica ci infastidisce.
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Come si fa ad esaltare la croce? Il dolore non รจ mai da esaltare, nรฉ, รจ bene ribadirlo, ha in sรฉ una valore positivo.
Davanti al dolore dellโinnocente, davanti alla sofferenza inattesa, davanti ai tanti volti di persone che hanno avuto la vita stravolta dalla tragedia di una malattia o di un lutto, le parole diventano fragili e lโannuncio del Vangelo si fa zoppicante.
Lโunica vera obiezione allโesistenza di un Dio buono, cosรฌ come Gesรน รจ venuto a svelare, รจ il dolore dellโinnocente.
Molti dei dolori che viviamo hanno la loro origine nellโuso sbagliato della nostra libertร o nella fragilitร della condizione umana. Ma davanti a un bambino che muore, anche il piรน saldo dei credenti vacilla. Giustamente.
Al discepolo il dolore non รจ evitato, e non cercate nella Bibbia una risposta chiara al mistero del dolore (Ma davvero cerchiamo una risposta? Noi vogliamo non soffrire, non delle risposte!).
Non troviamo risposte al dolore, troviamo un Dio che prende su di sรฉ il dolore del mondo.
E lo redime.
La regina pellegrina
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Quella di oggi รจ una festa nata da un fatto storico: il ritrovamento da parte della regina Elena, madre dellโimperatore Costantino, primo imperatore convertitosi alla fede (cosรฌ pareโฆ), del luogo della crocifissione a Gerusalemme.
Il figlio non so, ma certamente la regina Elena era una cristiana sincera, e desiderรฒ compiere, per la prima volta, un pellegrinaggio sui luoghi di Gesรน, dopo secoli di oblio ufficiale.
Il luogo della crocifissione e sepoltura del Maestro fu custodito con devozione dai discepoli durante tre secoli, malgrado Roma imperiale avesse fatto di tutto per farlo dimenticare, costruendovi sopra un tempio dedicato a Giove nella cittร di Aelia Capitolina, costruita sulle macerie di Gerusalemme e lรฌ, dopo la demolizione del tempio, il ritrovamento del sepolcro, fu ritrovata in una cisterna la presunta croce di Gesรน con il titulum crucis.
Grandissimo scalpore suscitรฒ quella scoperta e le comunitร cristiane si ritrovarono in un ventennio dallโessere perseguitate al vedere portata la croce trionfalmente a Costantinopoli, proprio un 14 settembre.
Da allora e per noi, oggi, questa data ci offre lโoccasione per una seria riflessione sulla croce.
Dio non ama la sofferenza
La croce non รจ da esaltare, dicevamo, la sofferenza non รจ mai gradita a Dio, Dio non gradisce il sacrificio fine a se stesso.
Lo dico per scongiurare la tragica inclinazione allโautolesionismo tipica del cattolicesimo, inclinazione che crogiola il cristiano nel proprio dolore pensando che questo lo avvicini a Dio, inclinazione che produce molti danni.
La nostra รจ una religione che rischia di fermarsi al venerdรฌ santo, perchรฉ tutti abbiamo una sofferenza da condividere e ci piace lโidea che anche Dio abbia sofferto come noi. Ma la nostra fede non resta ferma al calvario, corre al sepolcro come hanno fatto Pietro e Giovanni.
E lo trova vuoto.
La felicitร cristiana รจ una tristezza superata, una croce abbandonata perchรฉ ormai inutile e questa croce, ormai vuota, viene esaltata.
ร la croce gloriosa e inutile che oggi esaltiamo. Non quella sanguinante cui ancora vengono appesi mille e mille cristi sanguinanti e morenti.
Una croce che ha portato Dio, che รจ diventata il trono da cui ha manifestato definitivamente la sua identitร .
La croce non รจ il segno della sofferenza di Dio, ma la misura debordante del suo amore.
La croce รจ epifania della serietร del suo bene per ciascuno di noi.
Fino a questo punto ha voluto amarci, perchรฉ altro รจ usare dolci e consolanti parole, altro appenderle a tre chiodi, sospese fra il cielo e la terra.
Il paradosso dellโamore
La croce รจ il paradosso finale di Dio, la sua ammissione di sconfitta, la sua dichiarazione di arrendevolezza: poichรฉ ci ama lo possiamo crocifiggere.
Esaltare la croce significa esaltare lโamore, esaltare la croce significa spalancare il cuore allโadorazione e allo stupore.
Innalzato sulla croce (Giovanni non usa mai la parola โcrocifissoโ ma โostesoโ cioรจ mostrato) Gesรน attira tutti a sรฉ.
Davanti a Dio nudo, sfigurato, cosรฌ irriconoscibile da necessitare di una didascalia per riconoscerlo, possiamo scegliere: cadere nella disperazione o ai piedi della croce.
Dio โ ormai โ รจ evidente, abissalmente lontano dalla caricatura che ne facciamo; egli รจ li, donato per sempre.
E al discepolo รจ chiesto di portare la sua croce.
No, Dio non manda le croci, non ci mette alla prova facendoci soffrire. Nella mia vita ho scoperto che, spesso, la croce sono gli altri a procurarcela. O noi stessi con i nostri giri di testa e le nostre scelte sbagliate.
Solo che spesso, quella croce, la carteggiamo e la pialliamo ogni santo giorno.
Evitiamo le sofferenze inutili, abbandoniamo i dolori che scaturiscono da unโerrata visione del mondo!
Portare la propria croce significa portare lโamore nella vita, fino ad esserne crocifissi.
La croce non รจ sinonimo di dolore ma di dono, dono adulto, virile, non melenso nรฉ affettato.
Dio ci ha presi sul serio, rischiando di essere uno dei tanti giustiziati della storia.
Questa festa, allora, รจ per noi lโoccasione di posare lo sguardo sulla misura dellโamore di un Dio che muore per amore, senza eccessi, senza compatimenti, libero di donarsi, osteso.
Questo, ora, รจ il volto di Dio.
Lui, lโappeso, il per sempre donato, cui volgiamo lo sguardo.
Cristi
Allora ti rispondo, amico che scrivi urlando a Dio il tuo dolore: alla fine della tua rabbiosa preghiera non troverai un muro di gomma, nรฉ un volto indurito ma โ semplicemente โ un Dio che muore con te.
E potrai scegliere di bestemmiarlo e accusarlo ancora della nostra fatica oppure โ che egli te lo conceda โ restare stupito come quel ladro crocifisso che non sapeva capacitarsi di tanta follia dโamore.
Tutto qui, รจ tutto quiโฆ la croce รจ lโunitร di misura dellโamore di Dio.
Sรฌ, amici, cโรจ di che celebrare, cโรจ di che esaltare, cโรจ di che esultare.
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Incontri con Paolo: 20-21/09: Il Vangelo di Luca; Rhemes-Notre-Dame (AO), info: paolocurtaz.it/in-cammino; 24/09 ore 20,30: Dio cโรจ ed รจ bellissimo, Oratorio di Marcheno (BS); 26/09 ore 20,45: La Chiesa che faremo. Leggendo gli Atti degli apostoli, Teatro via S.Francesco 4, Thiene (VI); 27/09 ore 17,30, Speriamo bene, Libreria san Paolo, Vicenza; 28/09 ore 15, Speriamo bene, Festival Francescano, Palazzo dโAccursio, Bologna; 01/10 ore 20,30: Speriamo bene!, Parrocchia Cognola, Trento; 02/10 ore 20,30: Oltre il confine, lโEterno, Chiesa dei cappuccini, Gorizia, 03/10 ore : Udine. 8-12/10: La speranza non delude. Per un Giubileo della Parola; Villa san Giuseppe, Bologna, info: vsg.bologna@gesuiti.it o 0516142341; 10-14/11: Speriamo bene; Ritiro spirituale per sacerdoti e diaconi, Priorato di Saint Pierre (AO), info: paolocurtaz.it/in-cammino.
Io ci sono e sono con voi. Ogni giorno alle 20 (Alle 21 la domenica) sui miei canali Facebook e Youtube non mancate la piccola lectio #FTC per far crescere la fede e la speranza.
