Le parole di Gesรน in questo passo del Vangelo sono forti, quasi sconvolgenti: ยซBeati voi poveriโฆ guai a voi, ricchiโฆยป. Non รจ facile ascoltarle senza provare disagio. Eppure, sono parole che ci portano al cuore del Vangelo: Dio guarda le cose in un modo diverso da come le vede il mondo.
Oggi, chi diremmo che รจ beato? Forse chi ha successo, chi รจ ammirato, chi vive senza problemi. Ma Gesรน ci invita a cambiare prospettiva: beato รจ chi si affida a Dio anche nella fatica, chi resta buono pur nella sofferenza, chi non si chiude nel proprio benessere, ma si apre al bisogno degli altri.
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In un mondo dove contano lโapparenza e lโefficienza, Gesรน ci dice che i veri tesori sono altrove: nella bontร , nella fiducia, nella condivisione. Non ci sta dicendo che dobbiamo cercare la sofferenza, ma che quando la vita ci mette alla prova, possiamo viverla con speranza se restiamo uniti a Lui.
E ci mette in guardia: โGuai a voiโ non รจ una condanna, ma un invito a svegliarci. Se tutto nella nostra vita scorre troppo liscio, forse รจ il momento di chiederci: sto vivendo solo per me stesso, o cโรจ spazio anche per gli altri, e per Dio?
Le Beatitudini ci aiutano a capire che la vera felicitร non รจ avere tutto, ma vivere nellโamore. ร lรฌ che il Regno di Dio comincia. E siamo Beati noi, se accogliamo questa rivoluzione inaugurata da Gesรน. La rivoluzione di mettere lโamore al centro di ogni cosa.
