Pace e bene, questa domenica il Vangelo ci invita a non cercare i primi posti, quanto piuttosto il servizio agli ultimi, a coloro che non possono ricambiare; e, come dice Gesรน, saremo beati alla risurrezione dei giusti…
Il brano del Vangelo di oggi ci offre due preziosi insegnamenti. Tutto inizia con un capovolgimento: Gesรน รจ invitato a pranzo ed รจ osservato; ma รจ Lui Gesรน che osserva come gli invitati sceglievano i primi posti, formulando una parabola. ยซInteressante notare il passaggio da Gesรน oggetto delle critiche a Gesรน soggetto delle critiche rivolte agli ospitiยป (don Emilio Salvatore).
Perchรฉ questa corsa ai posti? Perchรฉ secondo il codice valoriale della societร mediterranea del I secolo il posto piรน o meno vicino al capotavola (in genere il padrone di casa o lโospite piรน ragguardevole) indicava maggior onore e importanza. Qui, dunque, tutti cercano di prendersi il posto migliore, di darsi visibilitร , di avere onore agli occhi degli altri.
Gesรน come suo solito ribalta la logica, ricordando che รจ Dio la fonte dellโonore. Anche il Talmud babilonese afferma: ยซchi si abbassa รจ innalzato da Dio, e chi si innalza รจ abbassato da Dio. Da chi rincorre la grandezza la grandezza fugge via; e chi fugge davanti alla grandezza รจ da lei inseguitoยป (Eruvin 13b,35). San Francesco dโAssisi diceva che ยซun uomo vale tanto quanto vale davanti a Dioยป.
Anzichรฉ darci tanto da fare per apparire, sarebbe meglio darsi da fare per essere, per essere integri e santi al cospetto di Dio. Lasciamo che sia Lui a darci il nostro valore in base alla nostra condotta di vita; lasciamo che sia Dio a darci il posto che ci spetta. Purtroppo quante volte preferiamo cercare di conquistarlo a suon di arrampicate, e questo anche dentro la Chiesa! Quante relazioni false per opportunismo, quante contro-testimonianze per carrierismo.
Il desiderio di potere, di prestigio, di essere ammirati dagli altri ci portano ad ambire posti che magari non ci spetterebbero neanche, travisando peraltro lo spirito di servizio che saremmo chiamati ad incarnare. Ecco lโimportanza della parabola di oggi, che offre un orizzonte valido per tante situazioni: quando sei invitato, non metterti avanti, non metterti in mostra, e non farlo per finta umiltร ma per senso delle proporzioni e della realtร . Lascia che siano gli altri a chiamarti avanti.
Poi Gesรน offre un secondo insegnamento: quando inviti qualcuno, non invitare quelli della tua cerchia o coloro che possono ricambiare, ma quelli che non possono contraccambiare, ovvero i poveri, gli storpi… cioรจ tutti gli esclusi dalla scala dellโonore sociale (v. 13).
E al versetto 14 Gesรน riserva una beatitudine allโospitalitร (ยซe sarai beato perchรฉ non hanno da ricambiartiยป) seguita dalla promessa di una ricompensa escatologica (ยซRiceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giustiยป). Qui cโรจ poco da commentare e molto da riflettere (e forse anche da cambiare).
Ciascuno pensi alla sua vita, alla sua tavola quotidiana (specialmente domenicale) e si chieda: quandโรจ che ho invitato qualcuno che non puรฒ ricambiare? Che posto hanno i bisognosi nella mia casa? E nella nostra comunitร (che sia religiosa, parrocchiale, associativa…)?
Allargando la riflessione, ci potremmo chiedere: vivo relazioni gratuite o spesso ad interesse? Curo le persone che possono tornarmi utili o cerco di curare quelle che non hanno nessuno? Quando mi accosto a qualcuno tendo a chiedermi: come mi puรฒ servire o, anche implicitamente: come lo posso servire?
Che le parole di oggi possano aiutarci a convertire il cuore, lasciando che sia Dio a darci ciรฒ che ci spetta nel rendiconto finale; e imparando a vivere relazioni sane, belle, gratuite, che profumano dโamore vero!
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