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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 26 Agosto 2025

Vangelo del giorno di Mt 23,23-26

Queste erano le cose da fare, senza tralasciare quelle.

In quel tempo, Gesù parlò dicendo:
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!».

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Parola del Signore.

Filtrare il moscerino e ingoiare il cammello.
L’immagine è visivamente forte ed efficace e rende subito l’idea di un atteggiamento sciocco e inappropriato.

Gesù non contesta ai farisei la loro puntigliosità, forse un po’ fanatica, e la loro generosità, che li spinge ad interpretare la Legge ampliandola, giungendo ad estendere l’obbligo di destinare il 10% delle proprie rendite al tempio, alle spezie da condimento o a digiunare due volte alla settimana, quando la Torah chiedeva il digiuno due volte l’anno!

Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 26 Agosto 2025” su Spreaker.

Gesù rimprovera loro il fatto che queste sottigliezze occupano talmente tanto spazio interiore da scordare, poi, l’essenziale della fede che è la pratica della giustizia.

Purtroppo anche oggi assistiamo, a volte, fra noi cattolici, ad atteggiamenti di questo genere: persone fanatiche e bigotte che frequentano con assiduità le nostre liturgie con devozione e che, fuori dalla chiesa, sono pettegole e acide, fior di devoti che, nel privato, vivono una doppia morale, sacerdoti molto attenti all’abito ma meno attenti alle persone…

Il rischio dell’ipocrisia, per noi devoti, è sempre in agguato. Con una responsabilità in più, rispetto ai pii farisei: noi siamo stati allertati del pericolo che dovrebbe essere sempre presente nelle nostre scelte pastorali, nel nostro stile celebrativo, nella catechesi, negli incontri…

Perché apparire ipocriti, filtrando il moscerino mentre ingoiamo il cammello, oltre a farci apparire stupidi e poco credibili, lede terribilmente la bella notizia del Vangelo.

Ancora troppo spesso nelle nostre esangui comunità si è attenti all’esterno, all’applauso, ai piccoli (pensiamo innocenti) privilegi che, però, ormai allontanano le persone, i giovani in particolare che giustamente sono esigenti rispetto alla nostra credibilità.

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Il Vangelo di oggi, allora, prendiamolo così com’è: indigesto. E facciamo l’esame di coscienza a noi stessi, non al vicino.

A furia di filtrare moscerini e ingoiare cammelli si rischia di restare soffocati.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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