Salvare la propria vita dal pericolo della perdizione richiede a ogni singolo cristiano il coraggio quotidiano dell’impegno. Non è possibile seguire Gesù con superficialità e senza lavorare su se stessi, sulle tante sfumature della propria vita.
Gesù gli ci chiede di impegnarci ogni giorno in un cammino di ascesi, di purificazione, per passare – attraverso la porta stretta della parola di Dio – dal non senso al senso ultimo della vita, per giungere un giorno all’incontro con Dio Padre nell’eternità.
Entrare in Chiesa per prendere parte alla celebrazione dell’Eucaristia non è solo frutto di un atto di fede, ma la dimostrazione della disponibilità del nostro cuore ad accogliere l’invito di comunicare con il santo Corpo del Signore, e da qui iniziare il viaggio della propria trasformazione interiore.
Se molti sono i credenti, unica è la mensa e unico è il Signore che da essa riceviamo in dono.
Non solo in virtù del battesimo ricevuto, ma noi diventiamo “più Chiesa” quando, attraverso la comunione al Pane e al Calice del Signore, abbiamo la certezza di inserirci in Cristo come membra vive e di formare la Comunità dei suoi discepoli.
Fonte: per gentile concessione di don Sergio Carettoni dal suo blog.
