don Paolo Scquizzato – Commento al Vangelo del 17 Agosto 2025

Domenica 17 Agosto 2025 - XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 12,49-53

Data:

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ยซCโ€™era un uomo, che aveva inventato lโ€™arte di accendere il fuoco. Prese i suoi attrezzi e si recรฒ presso una tribรน del nord, dove faceva molto freddo. Insegnรฒ a quella gente ad accendere il fuoco. La tribรน era molto interessata. Lโ€™uomo mostrรฒ loro gli usi per i quali potevano sfruttare il fuoco โ€“ cuocere il cibo, tenersi caldi, ecc. .

Quelle persone erano molto grate allโ€™uomo per quanto era stato loro insegnato sullโ€™arte del fuoco, ma prima che potessero esprimergli la propria gratitudine, egli scomparve. Non gli importava ricevere il loro riconoscimento o la loro gratitudine: gli importava il loro benessere. Si recรฒ in unโ€™altra tribรน, dove nuovamente iniziรฒ a dimostrare il valore della sua invenzione. Anche quelle persone erano interessate, un poโ€™ troppo perรฒ per i gusti dei loro sacerdoti, che iniziarono a notare che quellโ€™uomo attirava la gente, mentre essi stavano perdendo popolaritร . Cosรฌ, decisero di liberarsene. Lo avvelenarono โ€“ o lo crocifissero, non ricordo piรน. Ora, perรฒ temevano che la gente si rivoltasse contro di loro, e cosรฌ fecero una cosa molto saggia, persino astuta. Fecero eseguire un ritratto dellโ€™uomo e lo montarono sullโ€™altare principale del tempio. Gli strumenti per accendere il fuoco furono sistemati davanti al ritratto, e la gente fu invitata a venerare il ritratto e gli strumenti del fuoco, cosa che fece ubbidientemente per secoli.

Lโ€™adorazione e il culto continuarono, ma non fu mai usato il fuocoยป. (Anthony de Mello)

 ยซSono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse giร  acceso!ยป (Lc 12,49)

Il fuoco. Non quello che consuma e distrugge, ma quello che scalda, trasfigura, illumina. Il fuoco che รจ passione dellโ€™anima e compassione per ogni essere; il fuoco che purifica le illusioni e dischiude lโ€™essenziale. Gesรน lo porta con sรฉ. Lo getta sulla terra. Lo sogna giร  acceso. Eppure, sembra che duemila anni non siano bastati per vederne davvero la fiamma divampare.

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Non รจ forse vero che, troppo spesso, ci siamo accontentati delle braci spente di un culto spento, mentre la vera brace โ€” quella del Vangelo โ€” attendeva di ardere nel cuore dellโ€™umano?
Il fuoco delle Beatitudini, della vita povera, disarmata, libera dal bisogno di possesso e di potere, รจ stato soffocato da cenere di convenzioni, da riti senza piรน scintilla, da parole svuotate del loro incendio originario.

Eppure, come ci ricorda Anthony de Mello, il problema non รจ nella Tradizione, ma nel modo in cui la trattiamo. Tradizione infatti โ€œNon il culto delle ceneri, ma la custodia del fuocoโ€ (Gustav Mahler).

Il racconto del maestro del fuoco parla a noi. Parla alla Chiesa, alla spiritualitร , a ogni ricerca umana. Quante volte abbiamo venerato il volto dellโ€™uomo che portava il fuoco, senza piรน usare gli strumenti che ci aveva lasciato! Quante volte abbiamo eretto altari e codificato liturgie, dimenticando che il fuoco era destinato a essere acceso โ€” non adorato.

Il dramma รจ tutto lรฌ: la fiamma รจ stata trasformata in icona, e la Parola in dogma. Ma la Parola รจ fuoco vivo, non pietra scolpita. รˆ urgenza, non istituzione.

Questo fuoco non si puรฒ rinchiudere nei recinti del potere o nelle stanze del consenso.
รˆ fuoco che divampa dove trova un cuore disponibile, unโ€™anima sveglia, una mano tesa.
รˆ il fuoco del samaritano che si china, del pane spezzato, dellโ€™ultimo posto scelto liberamente. รˆ il fuoco che illumina i poveri in spirito e che svergogna ogni falsa sicurezza.

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Allora, oggi piรน che mai, questa parola ci brucia dentro:
โ€œQuanto vorrei che fosse giร  acceso!โ€. La domanda che ci resta รจ semplice e radicale: Lo accenderรฒ io questo fuoco? O continuerรฒ a venerarne le ceneri?

Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato.

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