Il Fuoco, il Battesimo e la Nuova Nascita
La riflessione paragona le persecuzioni subite dal profeta Geremia con la figura di Cristo, che è venuto a portare “fuoco sulla terra” e non pace, bensì divisione, anticipando le persecuzioni cristiane. Il fuoco simboleggia una nuova vita e la rinascita attraverso il battesimo, inteso come un’immersione e una morte necessaria al vecchio sé per accedere a una nuova esistenza in Cristo.
Questa trasformazione implica una rottura con la logica del mondo e con gli atteggiamenti passati, sottolineando che la fede cristiana non è solo un insieme di norme etiche, ma una rigenerazione che richiede un combattimento contro il peccato e l’individualismo per vivere secondo lo Spirito Santo.
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Riassumendo il video.
Il testo è un commento al Vangelo di Luca (capitolo XII) per la ventesima domenica del tempo ordinario, intitolato “Il Fuoco di Cristo e la Nuova Nascita”.
- Il Profeta Geremia e il Segno di Contraddizione: Il commento inizia richiamando la figura del profeta Geremia, che viene perseguitato e maltrattato per aver detto la verità, sottolineando come il destino di un profeta sia quello di essere scomodo e di contraddizione. Questa idea si collega al vangelo di Luca, dove Gesù stesso afferma di essere venuto a portare non pace, ma divisione sulla terra, anticipando un tempo di persecuzione per i cristiani. I cristiani sono presentati come un “segno di contraddizione” nel mondo, non “soprammobili da salotto”, e sono chiamati a passare attraverso un processo di “rovina e resurrezione”.
- Il Fuoco di Cristo: Gesù porta sulla terra un “fuoco” che simboleggia una vita nuova e un modo diverso di vivere. Questo fuoco richiama il simbolo di Dio nell’Antico Testamento, un fuoco divorante che non consuma, e si compie nell’incarnazione di Gesù, unendo la natura divina con la povertà dell’umanità.
- Il Battesimo come Immersione e Morte: Il “battesimo” a cui Gesù si riferisce (“ho un battesimo nel quale sarò battezzato”) non è un rito, ma la sua morte, la sua “immersione” nel nulla per portare la natura umana fuori dal nulla e oltre la morte. Questa è la “sana bella amorevole battaglia” di Cristo per la salvezza dell’uomo.
- La Nuova Nascita e la Rottura Necessaria: La vita nuova che Cristo porta non è un’iniezione indolore né una semplice accumulazione di “scatti d’anzianità”. Non è possibile entrare in questa nuova vita senza “entrare in rotta di collisione con tutto quel che non è compatibile” con essa. Il cristianesimo non è una serie di norme etiche da seguire, ma una “rinascita”, una “generazione dall’alto” che implica una rottura e una perdita.
- Rompere con la “Vecchia Esistenza”: Questa rottura non significa necessariamente rompere le relazioni familiari, ma piuttosto “rompere con i propri infantilismi” e i vecchi ruoli, lasciando la logica del mondo per abbracciare la logica del Regno di Dio e dello Spirito Santo. Si paragona questa rottura al taglio del cordone ombelicale alla prima nascita, abbandonando l’utero materno per entrare in una nuova logica di vita.
- La Lotta contro il Peccato: Uscire da una vita insulsa per entrare nella vita grandiosa dei figli di Dio richiede di “staccare, tagliare, liberarsi delle cose vecchie”. Il peccato nel nostro cuore non muore di morte naturale, ma sempre di “morte violenta”: richiede una rinuncia e uno “spaccarsi” dagli atteggiamenti individualistici, egoistici e carnali per non vivere in una “contraddizione” e “mediocrità irrisolta”.
Qui tutti i commenti di don Fabio Rosini
Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 17 agosto 2025 – Anno C, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).
