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Card. Angelo Comastri – Commento al Vangelo del 15 Agosto 2025

Il nostro corpo è chiamato ad essere visibilità luminosa della vita divina

Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.

Link al video

L’Assunzione di Maria: Visibilità della Vita Divina nel Corpo

Il Cardinale Angelo Comastri commenta l’Assunzione della Beata Vergine Maria, sottolineando come il suo corpo sia un’incarnazione luminosa della vita divina. Egli spiega che le decisioni di Maria, dalla sua obbedienza all’Angelo alla nascita e crescita di Gesù, hanno coinvolto profondamente il suo corpo, rendendolo un mezzo tangibile della grazia divina e della redenzione.

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Comastri argomenta che, data l’importanza del corpo di Maria nella storia della salvezza, era logico che fosse assunto in cielo. Infine, esorta i fedeli a recuperare la dignità del corpo umano, riflettendo la presenza di Dio attraverso i propri gesti e azioni, proprio come hanno fatto Maria e i santi.

Trascrizione del video

Sia lodato Gesù Cristo. Assunzione della Beata Vergine Maria in cielo. Il nostro corpo è chiamato ad essere visibilità luminosa della vita divina che è dentro di noi. L’assunzione di Maria al cielo è un fatto denso di messaggi. Vorrei sottolineare un particolare messaggio che oggi mi sembra veramente urgente ed attuale.

Partiamo dal fatto che costituisce il motivo della festa di oggi, cioè Maria è entrata nel cielo con il suo corpo, nel quale si è riversato tutto lo splendore della sua anima piena di bellezza, perché è piena di Dio. Che significa questo fatto per noi? Quale messaggio e quale impegno ci consegna?

Dobbiamo innanzitutto sottolineare che tutte le nostre decisioni, anche le più segrete, anche le più nascoste, hanno sempre un riverbero nel nostro corpo, nel nostro volto, nei nostri occhi, nella nostra voce, nei nostri gesti. Osserviamo questo fatto in Maria di Nazaret. Maria accoglie il saluto dell’angelo nell’obbedienza silenziosa del cuore, ma la sua voce, la voce del suo corpo, esprime il “sì” che impegna tutta la sua vita davanti a Dio. E subito dopo aver pronunciato il “sì”, il corpo di Maria diventa la culla di Dio, diventa il luogo fisico nel quale il Figlio di Dio si fa uomo.

Maria poi si mette in viaggio per andare a vivere l’umiltà del servizio nella casa di Elisabetta. Certamente la decisione scatta nel cuore di Maria, ma è il corpo che dà visibilità concreta alla carità di Maria nella casa di Elisabetta. E ancora una volta la voce di Maria, la voce del corpo, canta la gioia intima della sua anima e diventa il Magnificat.

E passano i mesi e nel corpo di Maria si forma il Bambino, il Bambino del più grande prodigio. Si sviluppa il Figlio della Promessa, il Figlio destinato a salvare l’umanità dal veleno del peccato. E Maria dà la sua carne al Figlio di Dio e il suo sangue materno diventa il sangue che un giorno sarà versato per lavare il mondo dall’infezione del peccato. Nessuno può negare che il corpo di Maria è profondamente coinvolto nella grande opera della Redenzione. Questo è un fatto innegabile.

E quando l’imperatore Augusto decide il censimento della popolazione dell’Impero, Maria si mette in viaggio, in viaggio da Nazaret verso Betlemme. Cammina con il suo corpo e soprattutto cammina con la divina presenza che si nasconde nel suo giovane grembo materno. E a Betlemme Maria dà alla luce Gesù e lo stringe al petto con la sua fede adorante, ma anche con il calore del suo corpo di madre. E Maria nutre Gesù, nutre Gesù vivendo quel singolare legame di vita che unisce il Figlio alla Madre e la Madre al Figlio.

Dobbiamo riconoscere che nessuna creatura ha mai avuto con Dio un legame e una vicinanza così come l’ha avuta Maria. Maria infatti è l’unica creatura al mondo che stringendo al petto il suo Figlio poteva dirgli: “Dio mio!”. Ed è l’unica creatura al mondo che inginocchiandosi davanti al Figlio dell’Altissimo poteva e può dirgli: “Figlio mio!”. Maria ha veramente avuto una sorte vertiginosa e meravigliosa. Noi con le nostre povere parole non riusciamo ad esprimere adeguatamente la singolare condizione di Maria in rapporto a Dio.

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E anche nel momento decisivo della passione e della morte redentrice di Gesù, Maria ha un ruolo straordinario. È accanto alla croce di Gesù e le ferite del Figlio si imprimono nell’anima e nel corpo di Maria e diventano una autentica compassione. Considerati questi fatti, poteva il corpo di Maria destinato alla corruzione del sepolcro? Poteva il corpo di Maria essere estraneo alla vittoria del Figlio, cioè la vittoria della risurrezione?

Ecco che la Chiesa nell’archivio della sua fede custodisce la notizia che Maria, al termine della sua vita terrena, è stata assunta in cielo con la sua anima e con il suo corpo. È quanto di più logico poteva accadere ed è accaduto. Sia benedetto Dio per questa meravigliosa e coerente storia di amore.

Ma il messaggio dell’Assunzione di Maria non finisce qui. Ci ricorda che anche il nostro corpo è destinato al trionfo della risurrezione. Anche il nostro corpo è chiamato ad essere visibilità luminosa della vita divina che è dentro di noi. Purtroppo invece assistiamo, soprattutto in questo nostro tempo, ad una drammatica decadenza del corpo, ad un volgare infangamento del corpo, ad un rinnegamento dello scopo che Dio ha dato al corpo umano. Lo spettacolo avvilente è davanti agli occhi di tutti. Il corpo spesso diventa prostituzione e oggetto di sfogo di uno sporco egoismo.

La festa di oggi, festa della glorificazione del corpo di Maria, ci scuota e ci impegni ad un recupero della dignità del corpo umano. Scatti in ciascuno di noi un forte desiderio di ridare dignità al corpo umano, seguendo l’esempio dei santi. Massimiliano Kolbe, che abbiamo ricordato ieri nel giorno della sua nascita al cielo, ha fatto nel suo corpo un’offerta eroica di amore nella cupa cornice di un lager. Ma Teresa di Calcutta ha fatto nel suo corpo una infaticabile seminagione di amore in mezzo all’indifferenza del nostro tempo. Era solita dire: “Non potete immaginare quanto bene si possa fare anche soltanto con un sorriso”. Quando sorridiamo, è la bontà di Dio che affiora sul nostro volto. Quanto è vero! Ed è vero in ogni gesto del nostro corpo.

L’esempio dei santi e soprattutto l’esempio di Maria Assunta in Cielo contagi il nostro corpo e lo renda sempre visibilità del grande mistero divino che abita nella nostra anima. Dio è dentro di noi. Non nascondiamolo! Non nascondiamola la presenza di Dio in noi! Brilli nei nostri occhi, brilli nei nostri volti, brilli nei nostri gesti. È il più bel regalo che possiamo farci nell’attesa del Paradiso, dove Maria ci ha preceduto con l’anima e con il corpo.

Illuminati da questa fede diventa bello e consolante ed emozionante poter cantare oggi al cielo: “Al cielo, al cielo, al cielo andò a vederla. L’uni andò a veder Maria. Al cielo, al cielo, al cielo.” Sia lodato Gesù Cristo.