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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 11 Agosto 2025

È umano, naturale provare tristezza al pensiero delle croci che dovremo sostenere nella vita. Dalle cose più quotidiane, come le incomprensioni familiari, lo sfruttamento o la violenza nascosta sul luogo di lavoro, alle cose più “alte”: il sacrificio di sé, la perdita di chi amiamo, la sofferenza degli innocenti.

Gesù suggerisce dall’inizio il bene a cui arriviamo attraverso le croci: la Resurrezione, la gloria, la vita. Ma Egli stesso nell’orto degli ulivi soffre tristezza e angoscia, e nel momento del dolore la speranza del bene futuro non basta a confortare il cuore.

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Cristo perciò ci offre la sua compagnia nell’attraversare la sofferenza, come l’angelo scese a confortarlo nel Getsemani. Ci suggerisce la presenza della sua Provvidenza, che come si occupa di cose di poco conto, come il pagamento di una tassa del tempio precedentemente tralasciata, ancor più si occupa di cose di grande gravità, non abbandonandoci mai.

Per riflettere

Nella tristezza cerco la tua mano Signore? Mi confronto con te, chiedo di vedere la tua mano provvidente nella mia quotidianità?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi