IL PRIVILEGIO
Il vangelo ambienta le tre parabole nella notte, nel buio intaccato solo da una piccola lanterna, che racconta unโatmosfera di fatica, di oscuro, di paure, ma anche di non resa.
Qualsiasi sia la tua paura, della malattia, di crisi geopolitiche, delle chiese svuotate, delle guerre, dei legami che si spezzano, del cambiamento climatico: Non avere paura, piccolo gregge!
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Anche alla piccola Maria l’angelo dirร : Non temere questo Signore che si nasconde dietro la carne di un piccolo bambino. Non temere il suo l’amore disarmato e sottovoce.
Essere piccoli รจ un privilegio, agli occhi di Dio. E proprio a questi Gesรน ripete: non temere. Il contrario della paura non รจ il coraggio ma la fede.
Come Abramo, che per fede รจ partito. Non era in una situazione precaria. Aveva greggi, armenti, una famiglia e una moglie, faceva parte di clan potente, ma non era soddisfatto. Eppure mancava qualcosa.
Inizia cosรฌ la chiamata. Il termine ebraico รจ lech lechร , vattene dalla tua terra. Ma anche: vai verso te stesso, torna da te, vivi secondo i tuoi sogni, viaggia verso di te, diventa te stesso.
Per fede Abramo, per fede Sara, per fede anchโio: lech lechร , torna a te stesso, ritorna al cuore, con il coraggio di cercare, di sciogliere le vele, di partire, di abitare la vita da desto, pronto a vegliare su ogni germoglio che nasce.
Primo tempo della parabola: il padrone se ne va e ti affida tutto: le chiavi, la gente e i beni di casa.
Dio รจ il grande assente, che crea e poi si ritira. Un padre vero. La sua assenza ci pesa, ma รจ la vera garanzia della nostra libertร .
Se Dio fosse qui, visibile e incombente, chi si muoverebbe piรน? Un Dio che si impone sarร anche obbedito, ma non sarร mai amato dai liberi figli che noi siamo.
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Secondo momento: nella notte i servi vegliano, con le vesti da lavoro e la lucerna accesa. Anche se รจ notte, tu vigila e lavora per la tua famiglia, la porzione di mondo affidata a te, la madre terra. Con quello che hai, meglio che puoi. Accendere una piccola lampada vale piรน di cento imprecazioni contro il buio.
Arriva il terzo momento. โE se giungendo prima dell’alba, il padrone li troverร svegliโ…โSeโ. Non รจ sicuro, non รจ un obbligo, รจ di piรน; non un dovere ma la garanzia di uno stupore:
Beati loro! Perchรฉ Dio รจ rimasto incantato. E mi immagino il volto sorridente del padrone a quella scoperta.
E li farร mettere a tavola, si cingerร le vesti, e passerร a servirli. Il punto sublime del racconto รจ questo: quando accade lโimpensabile e il padrone si fa servitore dei suoi servi. Fantasia di Dio!
I servi sono signori. E il Signore รจ servo. Questo sarร il Signore che io servirรฒ, perchรฉ รจ lโunico che si รจ fatto mio servitore.
Dovโรจ il tuo tesoro, lร corre il tuo cuore. Mio tesoro รจ un Dio pastore di costellazioni e di piccolissimi greggi, che chiude le porte della notte e apre quelle della luce.
Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
