CERCARE L’INVISIBILE
«Vanità delle vanità: tutto è vanità!». Inizia con queste parole la liturgia della Parola domenicale. Letteralmente significa: tutto è “vapore”: dura per un istante e poi scompare nel nulla. Tutto è evanescente, effimero, passeggero. In effetti, che cos’è la vita di un uomo dinanzi ai tredici miliardi di anni dall’origine dell’universo?
Eppure, può capitare di vivere come se fossimo eterni, senza mai pensare che arriverà un giorno, che può essere lontano ma anche vicino, in cui dovremo lasciare tutto. Proprio tutto!
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I Santi insegnano che pensare alla fine della vita aiuta a vivere meglio il presente. In effetti, quando uno guarda in faccia alla morte si rende conto delle cose che davvero hanno valore e di quelle che sono “vanità”, per le quali tanto ci si affanna.
Gesù precisa che non tutto è vanità: ci sono alcune cose che rimangono, ma sono “invisibili agli occhi”. L’anima è immortale e si porterà con sé, PER SEMPRE, al di là della morte, ciò che ha scelto in questa vita: l’amore o l’odio, il rancore o la pace, la concordia o la discordia…
Gesù, perciò, ci esorta con queste parole: «Accumulate tesori PER IL Cielo…». Questi tesori hanno tutti a che fare con l’amore puro, sincero, gratuito, umile, disinteressato. Alla fine della vita non conterà nulla il conto in banca, la bella villa o la supercar, il prestigio professionale, il lusso, i divertimenti, le conoscenze e l’erudizione… Una cosa sola ci apparirà importante: avere amato e aver messo al centro di tutto Dio e il prossimo ed essere in pace con tutti. Questi sono i “tesori” di cui parla Gesù!
Purtroppo oggi più che mai l’uomo si dimentica la verità racchiusa nella celebre massima de Il Piccolo Principe: «L’essenziale è invisibile agli occhi» ed è talora tutto intento a cercare solo “le cose della terra”, trascurando ciò che è essenziale per essere davvero felice in questa vita e nell’altra.
Prendiamo sul serio le parole di san Paolo: «Cercate le cose di lassù… rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra!» (Col 3,2; seconda lettura); «Non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili, invece, sono eterne» (2Cor 4,18).
Don Francesco
