Il brano di oggi si apre con una richiesta di scribi e farisei a Gesù. Una domanda apparentemente neutra, che è, in realtà, una provocazione. Infatti quelli che domandano a Gesù un segno sono gli stessi che, vedendo i suoi miracoli e ascoltando le sue parole, hanno deciso di farlo morire. Non cercano la verità, ma una conferma ai loro pregiudizi.
È così anche per noi. Tutte le volte in cui chiediamo dei segni a chi dice di volerci bene, tutte le volte che chiediamo a qualcuno una prova, vuol dire che in fondo non ci fidiamo. Facciamo lo stesso con Dio: la richiesta di segni è l’opposto della fede ed è una situazione ricorrente nella Bibbia; ci accomuna ad Adamo e al suo peccato, al popolo di Israele quando dice “Dio è in mezzo a noi, sì o no?” (Esodo 17, 7). È una situazione che segna una frattura nella relazione, che ci riporta nel deserto, ci fa allontanare dal giardino dell’Eden, ci impedisce di raggiungere la terra promessa.
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La ricerca di segni è, in fondo, una sorta di feticismo: invece di andare nella direzione che ci viene indicata, vogliamo a tutti i costi collezionarli, come se raccogliere dei cartelli stradali servisse effettivamente a portarci da qualche parte. Il rimprovero di Gesù raggiunge quindi anche noi, parte di una generazione “per-versa”, cioè rivolta nella direzione sbagliata, e adultera, che coltiva e crede ad altri amori invece di amare Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Dio non ci dà i segni che cerchiamo. Noi ci aspettiamo i segni di potenza che può darci un idolo. Dio ci raggiunge, invece, nel segno di Giona, figura della morte e resurrezione di Cristo e prova definitiva del suo amore per noi. La risposta di Dio alla provocazione dell’uomo è quindi la Croce, perché come conclude il Vangelo di Giovanni “volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”.
Il discorso di Gesù è molto duro anche nella conclusione, dove si riferisce alla condanna del popolo da parte dei lontani: “quelli di Ninive” e “la regina di Saba”. La minaccia serve, da una parte, a sottolineare la gravità del peccato di incredulità; dall’altra, indica la forza del desiderio di Gesù di convertirci. Accogliamo il suo modo di manifestarsi nella nostra vita! Egli può superare tutti i nostri dubbi e le nostre incertezze, entrando nel nostro cuore, proprio come Giona entra nel cuore della terra.
Per riflettere
Quali sono i segni che cerchi? Come, invece, ti raggiunge il Signore?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
