Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 16 Luglio 2025

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Vangelo di Matteo – Mt 11,25-27

Hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.

In quel tempo, Gesรน disse:
ยซTi rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perchรฉ hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sรฌ, o Padre, perchรฉ cosรฌ hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto รจ stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrร  rivelarloยป.

Parola del Signore.

Gesรน stesso resta spiazzato dalla logica del Padre, ed esplode in un canto di gioia: le cose del Regno sono capite dai bastonati della storia, non perchรฉ bastonati, ma perchรฉ disposti a mettersi in discussione.

Coloro che avevano le capacitร  per accogliere il suo messaggio, i teologi, i sacerdoti, i devoti, hanno rifiutato la predicazione del Signore, incomprensibilmente.

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Gesรน quando vede realizzata la logica di Dio, resta stupito: il suo vangelo, la sua missione รจ snobbata dagli intellettuali e dagli arricchiti di turno, e viene capita e accolta dagli sconfitti della storia.

Gesรน fa i complimenti a Dio, perchรฉ ribalta le nostre effimere certezze.

E penso a me, a noi, alla nostra Chiesa, alle nostre comunitร  che, spesso, vivono la stessa dinamica: proprio chi รจ piรน coinvolto, piรน abituato, piรน partecipe alla vita della comunitร  rischia di non essere piรน capace di vedere le meraviglie di Dio, diventando insensibile a quanto il Padre fa, rivelandosi in maniera inattesa a chi non se lo aspetta.

Gesรน si spinge oltre: vede la fatica degli sconfitti, vede che una gran parte dellโ€™umanitร  ha perso il treno della storia e del successo.

E osa. Chiede di andare da lui, chiede di abbandonare le categorie di questo fragile mondo e di fidarsi di lui e di lui solo.

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Andare a lui noi stanchi, noi affaticati, noi oppressi da ogni sorta di giogo.

Saremo giudicati sullโ€™amore. Lโ€™unica moneta che non si deprezza al cospetto di Dio (non la devozione, non la ritualitร , non lโ€™abitudine religiosa) รจ lโ€™amore.

E anche se ferito, se sconfitto, se perdente, se zoppo, se cieco nel cuore e nelle scelte, io posso amare, almeno un poco. Male, sbagliando, ma posso amare.

Gesรน conclude: lui la sua scelta lโ€™ha fatta, lui si รจ messo dalla parte degli sconfitti con mitezza e realismo, umiltร .

Gesรน sceglie โ€“ per amore โ€“ di schierarsi. Ha deciso. Starร  dalla parte degli umili, degli sconfitti, dei perdenti, perchรฉ a volte Dio ci raggiunge quando sentiamo di avere perso tutto.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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