La Colletta della XV domenica del Tempo Ordinario ci fa pregare: ยซO Dio, che mostri agli erranti la luceโฆ concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciรฒ che รจ contrario a questo nome e di seguire ciรฒ che gli รจ conformeยป. E la domanda nasce spontanea: ยซSappiamo quello che chiediamo?ยป.
Per poter respingere o essere conformi a qualcosa dovremmo sapere di che cosa stiamo parlando.
La luce della veritร che il Signore vuole mostrare agli erranti perchรฉ scelgano i giusti sentieri che cosa fa risplendere oggi anche per noi? Che cosa ci rivela?
Il Deuteronomio ci consola: quello che Dio chiede non รจ oltre noi, non รจ oltre le nostre possibilitร , ma ci รจ talmente vicino da attraversarci, da viverci dentro; รจ sulla nostra bocca, รจ nel nostro cuore.
La voce del Signore e โ noi possiamo tranquillamente dire โ i suoi gesti non riempiono piรน solo i cieli, cosรฌ che solo gli angeli possano ascoltarli, ma in Gesรน si sono fatti visibili, concreti, possibili anche per noi. Nella sua incarnazione, nella sua avventura umana, nei suoi gesti e nelle sue parole, nella sua scelta definitiva (dare la vita) รจ Dio stesso a essersi fatto prossimo alla nostra umanitร , alla nostra fragilitร , alla nostra carne. E da quel momento la prossimitร รจ diventata la via preferita di Dio, quella che lui per primo percorre per riportarci a Casa, in lui.
Ma per noi la prossimitร รจ divenuta anche una chiamata specifica. Non una tra molte possibilitร , ma la via preferenziale, lโautostrada della santitร .
La prossimitร nel Vangelo ha reso santi anche gli eretici. Perchรฉ questo affermiamo quando parliamo di quel buon Samaritano attento e premuroso. Pur buono di cuore di fatto quellโuomo dai credenti in Dio viene ritenuto un senza Dio, o comunque un senza il giusto Dio.
E inveceโฆ da Gesรน in qua si svolta. Le cose cambiano, anche se qualcuno tra i credenti resta disorientato.
Per noi, che in quel Suo nome ci ritroviamo, scatta il livello successivo. Non รจ piรน solo questione di essere credenti: essere o non essere prossimi, questo รจ il problema. Scegliere o non scegliere di farsi vicini, attendi, custodi: questa la chiamata.
Scegliere o non scegliere di interessarci allโaltra e allโaltro, di accorgerci del suo dolore, di farci carico della sua impotenza, di custodire la sua disperazione, di cercare insieme soluzioni che abbiano il sapore della fraternitร e della vita. Tutto questo non รจ piรน opinabile.
Guardiamoci! Noi cristiani, guardiamoci con veritร .
Quante pretese reciproche ci sferzano!
Quanta solitudine ci sta distruggendo!
Guardiamo le nostre comunitร : quante volte, tra noi, il Vangelo riesce davvero a farsi prossimitร ?
E non รจ solo questione di chi dona. Non รจ solo questione di fermarsi per accorgersiโฆ Siamo arrivati al punto che a spezzare la prossimitร non cโรจ solo la fretta o la superficialitร , cโรจ anche la durezza (almeno apparente) di chi non vuole aver bisogno degli altri. Di chi non vuole ricevere.
Quanto รจ grande in questo momento il dolore che ci sta colpendo a morteโฆ e che noi stessi ci stiamo infliggendo!
Possa il Vangelo che insieme meditiamo fare breccia nel nostro cuore, aprire varchi concreti alla fraternitร , spalancare nuovi orizzonti di prossimitร , riconsegnarci alla bellezza della condivisione, della cura, della premura, della fragilitร condivisa, di un rinnovato senso di comunitร famiglia.
Per gentile concessione di Sr. Mariangela, dal suo sito cantalavita.com
