Ogni parola dei versetti della seconda parte del brano sarebbe da sottolineare in preghiera. โVedendo le folleโ: quali folle? Era tutta la gente del suo tempo, il popolo eletto, il popolo della legge, della promessa, il popolo dei privilegi di Dio, il popolo che aveva una organizzazione culturale e religiosa molto piรน grande di tutti i popoli vicini, che aveva un sistema sinagogale con la trafila dell’insegnare a leggere e a scrivere anche alle persone piรน semplici e piรน povere, un sistema che sembrava provvedere pienamente e perfettamente all’unitร del popolo.
Eppure Gesรน vede le cose diversamente, perchรฉ, vedendo la folla, โsi commosseโ. Non si tratta semplicemente di una intuizione intellettuale di Gesรน, ma di qualcosa che lo muove profondamente dentro; uno di quei fatti che prendono la gola perchรฉ drammatici, assurdi e d’altra parte cosรฌ inevitabili che mettono proprio in uno stato di tragedia e di sofferenza.
Si commosse โperchรฉ erano stancheโ. Il greco usa due verbi per dire โstancheโ e โsfiniteโ; non sono aggettivi, ma participi di verbi al passivo e indicano conseguenze di azioni. Eskulmรจnoiโall’attivo significa annoiare, vessareโsi usa ad esempio nel racconto della figlia di Giairo, quando il padre chiede a Gesรน il miracolo e vengono a dirgli: โTua figlia รจ morta, non importunare piรน il maestroโ (Lc 8, 49).
Quindi questo verbo significa premere, annoiare, insistere, e il passivo indica uno che รจ sottoposto a continue vessazioni, annoiato, frustrato, che รจ stato continuamente circuito, ingannato e non ce la fa piรน. Gesรน vede le folle scoraggiate: molto piรน di โstancheโ. L’altro verbo รจ errimmรจnoi, ed รจ il passivo di strappare: sparpagliate, disperse, come un gregge che รจ in unitร e poi viene strappato e i pezzi vengono buttati lontano.
Questo succede quando, mancando il pastore, le pecore vanno di qua e di lร ; cominciano a correre, si affannano, poi vanno su e giรน, si buttano a terra non sapendo piรน cosa fare, dove dirigersi, dove mangiare, dove bere: รจ l’effetto della dispersione. Ora Gesรน vede cosรฌ il suo popolo e, potremmo dire, vede cosรฌ l’umanitร . E noi dovremmo chiedergli nella preghiera di entrare nel suo cuore per partecipare alla sua compassione pastorale per una umanitร frustrata, dispersa, scoraggiata. (Carlo Maria Martini)
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Per riflettere
Ripenso a quando ho percepito che il Signore si prendeva cura della mia vita. Che cosa provo contemplando lo sguardo di compassione di Gesรน sulla folla? In quale ambito, con quali azioni mi sento chiamato a collaborare alla missione di Gesรน?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
