Il Vangelo di oggi ci chiama a una riflessione piรน che attuale, l’incredulitร . Non a caso il protagonista del brano รจ Tommaso detto โDidimoโ che vuol dire โgemello, doppioโ ed รจ proprio a questa dualitร a cui ci invita a riflettere il Vangelo, una dualitร che viviamo quotidianamente, quella tra il credere e l’essere increduli.
Quante volte ci siamo ritrovati ad essere scettici rispetto a ciรฒ che ci succede nella vita e a mettere in discussione la nostra fede? Gesรน si palesa a Tommaso dandogli la possibilitร di toccare con mano la sua presenza. La sfida per noi รจ quindi non essere increduli, ma credenti! Come fare?
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Potremmo dire che Tommaso sia stato fortunato perchรฉ ha visto e toccato il Signore, ma per noi รจ piรน difficile credere non vedendo Dio, anzi spesso ci aspettiamo un plateale segno divino.
Ma la beatitudine, la grazia di cui parla Gesรน, รจ riconoscere che Dio si manifesta a noi continuamente in modi che a volte non vediamo o che hanno una direzione diversa dalle nostre aspettative; la nostra mente invece rimane spesso accecata dal desiderio di qualcosa di concreto, tangibile, senza accorgerci che il segno dei chiodi nelle mani, il segno che cerchiamo, sta proprio nel fratello che ci dona il suo aiuto, nel collega che nota le nostre difficoltร , nell’amico che si prende cura di noi in un momento poco sereno, nel sorriso di una persona cara: ecco che il quotidiano si fa manifestazione del Cristo nelle nostre vite! Alleniamoci a cercare i segni della presenza di Gesรน nel nostro fare con cuore aperto.
Per riflettere
Spesso nelle situazioni piรน difficili facciamo fatica a incontrare Dio e spesso ce la prendiamo addirittura con Lui. Oggi facciamo un esercizio di memoria, ripercorrendo la nostra storia e individuando tutte quelle piccole o grandi cose che ci hanno fatto toccare con mano la presenza di Dio nella nostra vita e che ci hanno ricordato di essere figli amati dal Padre.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
