CHI ENTRA IN CONTATTO CON GESÙ DI NAZARETH, È ROVINATO, FORTUNATAMENTE ROVINATO
Sono due, “ma due non è due volte uno: due è duemila volte uno» (G. K. Chesterton, L’uomo che fu Giovedì),
perciò questi indemoniati
sono moltitudine.
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Gesù giunse… e
gli indemoniati uscirono
e gli andarono incontro.
Come Gesù fungesse
da calamita.
La miseria attrae la misericordia.
Questa moltitudine dice
a Gesù: cosa vuoi da noi? Sei venuto a tormentarci prima del tempo?
Sì, Gesù è venuto
a disturbarci,
a creare scompiglio
nelle nostre vite,
nella nostra
quiete mortifera.
Lui è la Parola di verità
che ci disturba
nel nostro quieto vivere.
Il vecchio Simeone,
al tempio ebbe a dire dinanzi al bambino Gesù: «Egli è qui per la
rovina di molti in Israele» (Lc 2, 34 vers. ’74).
Chi entra in contatto
con Gesù di Nazareth,
è rovinato,
fortunatamente rovinato.
«Non crediate che io
sia venuto a portare pace sulla terra; non sono
venuto a portare pace,
ma una spada»
e la spada,
che è la Parola di Dio,
è il suo vangelo.
E chi accosta
seriamente la Parola,
deve decidersi, e
decidere = recidere.
Da che parte stai?
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«Cristo, mia dolce rovina
Impossibile amarti
Impunemente»
(David Maria Turoldo).
Cristo è definito
dolce rovina.
Infatti, o Cristo ci è rovina,
o è inutile stargli assieme.
Cristo è venuto a portare
la spada e non la pace
(Mt 10, 34),
il fuoco che brucia
e consuma,
non a riscaldare i cuori.
Cristo è la rovina di
tutto ciò che in me
non è bellezza:
abbatte chiusure, demolisce maschere e paure, ogni mediocrità,
il volare basso,
l’omologarsi al pensiero dominante.
Impossibile amarti e non essere trasformati.
Dio è fuoco e
non si torna indenni
dall’incontro con il fuoco.
Dio è luce e non ci si espone impunemente
alla luce,
senza lasciarsi irradiare,
senza raccoglierla in noi
e poi rilasciarla
goccia a goccia.
Dio è Spirito e
il suo Vento
non lascia dormire
la polvere, sul cuore,
sulla mente.
Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.
