Dio si serve degli uomini; con noi e per noi realizza i suoi piani di salvezza.
Sceglie ciò che nel mondo è debole per confondere i forti. Egli sa rendere fecondo ciò che è sterile e aprire la bocca ai muti. Intreccia le sue con le nostre storie affinché ciò che egli vuole si compia in cielo e sulla terra.
Rende feconda la Vergine Maria affinché generi il Salvatore del mondo, ma concede la maternità anche a Elisabetta, sterile e avanti negli anni.
Predispone un incontro tra le due madri e i rispettivi nascituri, e già sgorga la gioia messianica! È riconosciuta la Madre del Signore e il futuro battezzatore freme e sussulta di gioia nel grembo della madre sua.
È lo stesso angelo ad annunciare a Zaccaria i motivi della gioia:
“Elisabetta ti darà un figlio… Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita”.
Il suo compito sarà quello di preparare la via al Signore affinché Egli trovi un popolo ben disposto.
Umanamente parlando, dato l’evolversi degli eventi e la sorte toccata a Cristo e allo stesso Giovanni Battista, potremmo anche concludere che la sua missione sia fallita.
Ciò, però, non toglie nulla alla fedeltà del Precursore, e interviene a sciogliere ogni dubbio il magnifico elogio che Cristo stesso ne tesse.
Al più, potremmo con maggiore saggezza concludere che la missione che Dio ci affida va sempre vista e valutata nel contesto di un ben più ampio progetto di salvezza, e solo in quella luce assume la sua vera dimensione e il suo pieno valore.
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Egli, infatti, precede e annuncia il Messia, l’Agnello di Dio, ma poi sa che deve farsi da parte e lasciare spazio a Colui dinanzi al quale egli si prostra e non si sente degno neanche di sciogliergli i legacci dei sandali.
Lo precederà anche nel martirio: pagherà con la vita la sua coerenza e la sua incrollabile fermezza, ignaro delle prepotenze dei grandi e delle losche trame di due donne durante una festa ubriaca.
Così egli concluderà la sua missione, alla stessa maniera di Cristo; così lo vediamo brillare nella Chiesa come ultimo dei profeti dell’Antico Testamento e primo dei tempi messianici.
Ma oggi:
“Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo…”
Fonte: Monaci del monastero di S.Vincenzo Martire – Bassano Romano (VT)
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