Rotture
Le rotture ci appartengono. Le rotture ci definiscono. Alcune sono lacerazioni che non si ricompongono facilmente o forse non si ricomporranno mai. Esistono perรฒ rotture vitali, feconde, generative di novitร . Giovanni il profeta battezzatore, tanto amato dalla tradizione monastica โ che lo ricorda come il primo, il โprincipeโ dei monaci โ e popolare, รจ una di queste rotture. Di quelle rotture rare che fanno la storia, forzano lโaurora a nascere, tracciano sentieri mai prima mappati, mai prima nemmeno immaginati. Forse pochi esseri umani hanno lโardire di โessere rottureโ nellโarco delle loro fragili e fugaci esistenze.
La prima rottura che Giovanni vive in realtร รจ opera dei suoi genitori, Elisabetta e Zaccaria, che scompaginano i protocolli anagrafici. Consapevoli di aver ricevuto un dono inatteso dal Dio della vita nella loro vecchiaia avvizzita, rompono con i codici della tradizione. Nomen omen cantavano i poeti romani. Il nome รจ giร presagio di futuro. Quel bambino prodigio non puรฒ continuare a ricalcare la vita del padre. Il nome โZaccariaโ ha a che fare con il ricordo di Dio: dignitosissima vocazione. Ma โGiovanniโ รจ molto di piรน. Giovanni รจ dono di Dio, รจ pura grazia, รจ fioritura inaspettata in terreno arido, รจ neve dโestate.
La seconda rottura รจ Giovanni ad attuarla. Non รจ il tempio il suo abituale punto di riferimento, il suo habitat naturale. Tutto รจ condensato in pochissime e misteriose battute: โVisse in regioni deserteโ (en taรฎs erรฉmois). Qui la rottura sfiora la follia. Non si addice a un figlio nato da stirpe sacerdotale vivere in eremi: Giovanni lo fa. ร accompagnato dalla mano del Signore che lo fa crescere e fortificare, non gli serve nientโaltro.
Nulla ci vien detto di questa esperienza-limite. Tutto รจ narrato con estrema sobrietร . Ma intuiamo che lรฌ, nellโinesprimibile silenzio Giovanni si lascia formare prima di iniziare il suo ministero pubblico. Che cosa sia accaduto โnei desertiโ, a quale etร Giovanni ci sia giunto, se abbia incontrato delle persone particolari โ gli esseni con sede a Qumran, sulle rive desertiche del mar Morto? โ non sappiamo; ma come Elia un tempo e Gesรน subito dopo di lui, lรฌ, nel deserto, riceve e plasma la sua vocazione di uomo e profeta. Nel deserto si perde, scompare, lotta contro le passioni e ogni forma di attaccamento, si nasconde in Dio, tace perchรฉ la Parola parli, per poi divenire lui stesso eco e grido di quella Parola. Nel deserto Giovanni forgia il suo ardore e sogna un mondo rinnovato. Giovanni รจ rottura ma anche suscitatore di rotture. Predicherร inversioni di marcia, senza le quali il mondo va a rotoli.
Quello di Giovanni nel deserto รจ un itinerarium libertatis. Impariamo da Giovanni non tanto le pratiche ascetiche quanto la sua intensitร e radicalitร a vivere nei deserti. Giovanni diventa adulto, raggiunge la maturitร umana, psicologica, spirituale โnei desertiโ, nelle prove, nelle lotte che tutti noi conosciamo: รจ capace di fare di questi inciampi le occasioni per crescere in dialogo con il Signore, lasciandogli spazio, affinando il suo sguardo per spianare, allargare, rendere dritta la strada perchรฉ il Signore venga.
fratel Giandomenico
Per gentile concessione del Monastero di Bose.
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