Questa pericope chiude le meditazioni del capitolo sei di Matteo, con il Maestro sempre impegnato ad insegnare ai discepoli i criteri per entrare nel Regno di Dio. Come già meditato si tratta di una visione radicalmente diversa da quella consuetudinaria. Quella di Gesù è radicata nella Parola ma spiegata e vissuta come l’Emmanuele stesso invitava a condividere.
Siamo portati “naturalmente” a preoccuparci di molte cose. Anche le più inutili per qualcuno, possono in realtà essere fondamentali per altri. L’immagine consegnata dal Galileo rimanda all’epoca in cui visse, dove non tutti accedevano ogni giorno con facilità al cibo. Purtroppo dopo duemila anni si soffre ancora la fame e anche si muore per mancanza di cibo. Il Nazareno si sforza, come nelle pericopi precedenti, a distinguere tra ciò che ci preoccupa oggi da quanto è necessario per un domani che non è più terreno ma escatologico.
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La “preoccupazione”, spesso citata nel testo di quasi duemila anni, oggi è ancora più accentuata. Ma se diventa centrale nella nostra vita, guidandoci nella quotidianità verso orizzonti ristretti, rimane ancora il rischio di perdere l’obbiettivo finale. Cercare il Regno è vivere quelle beatitudini che pongono il rapporto con gli altri considerandoci servi e mai padroni.
Quando poniamo noi stessi o i nostri interessi al di sopra di tutto, diventiamo servi che sperano qualcosa destinato prima o poi a terminare. Sperare nelle parole del Figlio di Dio, nato-morto-risorto per noi che ci attende nell’aldilà, è riconoscerlo come il Pastore da seguire sulla strada che conduce al Dio Padre misericordioso.
Di cosa dobbiamo veramente preoccuparci allora? Oggi ricordiamo san Luigi Gonzaga, che nella sua vita ha saputo scegliere quello che porta alla gioia eterna. Un esempio “ideale di perfetto cristiano”.
Per riflettere
Di cosa dobbiamo veramente preoccuparci? Quello che per noi può sembrare importante, spesso per altri è non è fondamentale. Siamo chiamati a testimoniare il vero significato della speranza cristiana. La speranza, cioè, letta in chiave escatologica: vivere nel regno di Dio.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
