don Andrea Vena – Commento al Vangelo di domenica 15 Giugno 2025

Domenica 15 Giugno 2025 - SANTISSIMA TRINITร€ - SOLENNITร€ - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 16,12-15

Data:

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Con la solennitร  di Pentecoste, che abbiamo celebrato domenica scorsa, si รจ concluso il tempo pasquale, e abbiamo ripreso il Tempo Ordinario, ossia il โ€œtempoโ€ nel quale siamo invitati a testimoniare, โ€œfino ai con- fini della terraโ€ (At 1,8) quanto il Signore ci vuole bene, fino a morire per noi! A testimoniare la nostra esperienza dโ€™amore con Gesรน. Perchรฉ รจ questo che siamo chiamati.

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Possiamo vedere la solennitร  odierna a sintesi del cammino fin qui compiuto: il Padre, affacciandosi dal balcone del cielo, ha visto quanto disorientata era lโ€™umanitร , incapace di accogliere la voce dei suoi profeti, cosรฌ alla fine ha inviato il suo Figlio Gesรน a condividere con noi lโ€™avventura umana e riaprirci la Via verso il Cielo (Natale). Lungo la sua vita terrena Gesรน ha annunciato la lieta notizia, la vita Buona del Vangelo, ha compiuto prodigi quali โ€œsegnoโ€ della sua gloria e ci ha amati fino alla fine, morendo in croce per noi e risorgendo dopo tre giorni perchรฉ la morte non puรฒ avere lโ€™ultima parola su di Lui (Quaresima-Pasqua). Salito in cielo, il Padre, nel nome del Figlio, ha donato lo Spirito Santo (Pentecoste), primo dono ai credenti. Dalla narrazione spirituale di questo tempo, emerge cosรฌ la Santissima Trinitร , Padre, Figlio e Spirito Santo.

Le tre letture che la liturgia ci presenta oggi ci svelano lโ€™azione delle tre Persone della santissima Trinitร . Nella prima lettura, tratta dal libro dei Proverbi, attraverso lโ€™immagine della โ€œsapienzaโ€ fatta persona, viene presentata lโ€™azione creatrice di Dio, del Padre: โ€œQuando egli fissava i cieli, io ero lร โ€ (Pr 8,27). โ€œQuando condensava le nubiโ€ฆquando stabiliva i mariโ€ฆquando disponeva le fondamenta della terraโ€ฆio ero con lui: โ€ฆgiocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestreโ€ฆโ€. La prima cosa che vorrei evidenziare รจ il gioco: quanto bisogno abbiamo anche noi di recuperare la giocositร  di Dio, sapendola fare nostra: giocare con Lui e davanti a Lui, proprio come dei bambini: โ€œSe non vi convertirete e non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieliโ€ (cfr Mt, 18,5). Dio gioca con noi e si attende che noi giochiamo con Lui!

In secondo luogo, i vangeli ci dicono che lโ€™accezione di โ€œsapienzaโ€ รจ fatta propria da Gesรน, Sapienza fatta โ€œcarneโ€: โ€œIl Figlio dellโ€™uomo, che mangia e beve, e dicono: โ€œEcco, รจ un mangione e un beoneโ€ฆMa la sapienza รจ stata riconosciuta giusta per le opere che essa compieโ€ (Mt 11,19); โ€œLa sapienza di Dio ha detto: โ€œManderรฒ loro profeti e apostoliโ€ฆโ€ (Lc 11,49); โ€œE il Verbo si รจ fatto carneโ€ (Gv 1,1ss). Ecco perchรฉ la II lettura, tratta dalla lettera ai Romani, scrive: โ€œFratelliโ€ฆsiamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesรน Cristo. Per mezzo di lui abbiamo, mediante la fede, lโ€™accesso a questa graziaโ€ฆโ€. E nel vangelo troviamo la sintesi dellโ€™azione delle tre Persone della Santissima Trinitร . Siamo al capitolo 16 di Giovanni, che contiene il grande discorso di addio di Gesรน ai suoi. Ha giร  promesso che non ci avrebbe lasciati soli (cfr Gv 14,18) e che avrebbe mandato lo Spirito Santo, il Paraclito (cfr Gv 14,15-17โ€ฆ).

โ€œLo Spirito santo non parlerร  da se stesso, ma dirร  tutto ciรฒ che avrร  udito..:โ€. In queste parole possiamo cogliere il segreto di una relazione vera, bella, dove nessuno si impone sullโ€™altro, perchรฉ lโ€™altro รจ per me, a custodire e garantire la mia esistenza. Perchรฉ ciรฒ che sta a cuore al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo รจ la salvezza dellโ€™uomo. La nostra salvezza. Nientโ€™altro. Segno che nella santissima Trinitร  cโ€™รจ pura relazione dโ€™amore. Bellissimo! Ma questa relazione dโ€™amore chiede ora di farsi in noi relazione dโ€™amore, a Loro somiglianza, dove unica cosa che dovrebbe muoverci รจ lโ€™amore per gli altri: non cโ€™รจ un โ€œmioโ€ o un โ€œtuoโ€, ma cโ€™รจ solo un โ€œnostroโ€, come ci ha insegnato Gesรน nella preghiera del Padre nostro.

Come tra Padre, Figlio e Spirito Santo cโ€™รจ una relazione perfetta dโ€™amore, cosรฌ da Loro, in Loro, con Loro noi impareremo a conoscere Dio, a far esperienza vera con Dio, con gli altri, con noi stessi e con il creato. Ed รจ vita. รˆ cammino. Come ogni relazione si approfondisce nel tempo, cosรฌ si cresce e si comprende col tempo.

La fede in Dio, Padre Figlio e Spirito Santo รจ relazione, esperienza che cresce con noi, in noi. In fondo il Vangelo รจ quello di sempre, eppure crescendo lo comprendiamo sempre meglio. Noi come singoli, ma anche come Chiesa. E a guidarci in questa avventura รจ lo Spirito santo, nostro Maestro interiore: โ€œQuando verrร  lui, lo Spirito della veritร , vi guiderร  alla tutta la veritร โ€, dice Gesรน nel vangelo. Possiamo veramente dire di essere mendicanti della veritร , ricercatori appassionati del senso piรน vero e bello della vita, che solo il Signore Gesรน sa indicarci e svelarci:

โ€œIo sono la Veritร โ€ (Gv 14,6). E se puรฒ apparire un discorso difficile, astrattoโ€ฆripensiamo solo a un gesto che quotidianamente facciamo, quello del segno della croce. Mentre tracciamo sul nostro corpo il segno della croce, diciamo che Dio รจ Padre, Figlio e Spirito santo. Gesto e parole che dicono che Dio รจ abbraccio, รจ misericordia, รจ amore infinito, รจ braccia spalancateโ€ฆIn quel segno esprimiamo il nostro desiderio e impegno di permettere a Dio di mettere ordine nei nostri pensieri e affetti, e di riportare tutto in Lui; diciamo il nostro desiderio e impegno di credere con tutta la mente (ci tocchiamo la fronte), con tutte le forze (ci tocchiamo le spalle) e con tutto il cuore (ci toc- chiamo il petto).

Vorrei concludere riprendendo il concetto di gioco che abbiamo incontrato allโ€™inizio nel testo dei Proverbi. Come il gioco chiede rispetto delle regole ma nello stesso tempo lascia spazio alla creativitร  di ciascuno, cosรฌ Dio suggerisce che il modo migliore per contagiare gli altri della gioia del vangelo รจ mostrare comโ€™รจ bello giocare con Dio, radicati nella โ€œregolaโ€ del Vangelo โ€“ che รจ amore โ€“ ma creativi nel saperlo proporre. Cosรฌ i santi hanno attratto gli altri: giocando con Dio, fino a rendere chi era con loro partecipi del gioco di Dio (cfr Ef 1,4-13).

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Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.

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