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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 8 Maggio 2025

Domenica 8 Giugno 2025 - DOMENICA DI PENTECOSTE - SOLENNITÀ - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 14,15-16.23b-26

Data:

Sono le ultime ore di Gesù, il giovedì sera. Prima di andarsene, ci lascia il suo testamento, dice il significato della sua vita, della sua morte, il senso della sua assenza che diventerà nuova presenza. Sono parole fondanti per la comunità cristiana.

Il centro del testo, e del Cristianesimo, è amare Gesù. Non è una legge né un obbligo specifico, è amore di una persona, amore che è risposta al suo amore per noi e che ci apre a tutta l’umanità. Risuona in queste parole il grande comandamento ad Israele: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente”. L’amore non è solo un sentimento, è una comunione nell’essere più profondo, è unione di intelligenza, di volontà e di azione che ci rende come Dio, con la stessa intelligenza, con la stessa volontà, con la stessa azione.

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«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti», non viceversa. Una mamma, un papà che curano il loro bambino non lo fanno per legge, ma per amore e per amore possono adempiere a tutte le necessità. L’amore è la sorgente. “Ama e fa ciò che vuoi”, dice Sant’Agostino, l’amore è legge a se stesso.

E se amiamo, Gesù e il Padre prenderanno dimora presso di noi. Fin dall’inizio dei tempi Dio cerca casa nel mondo: nel giardino dell’Eden dice ad Adamo «Dove sei?», perché vuole stare con lui. Chi ama non desidera altro che di essere amato e di stare insieme all’amato. Se amiamo, Gesù e il Padre verranno presso di noi e noi diventeremo loro tempio. Saremo di casa, Dio in noi, noi in Lui.

Gli ultimi versetti ci ricordano che il tempo in cui Gesù è stato tra noi è il centro del tempo: in questo tempo Dio ci ha dato tutto, tutto si è compiuto. Nel tempo successivo, il nostro, quella potenzialità, quella eredità infinita che con Gesù ci è stata donata si compie nella nostra vita, in cui siamo accompagnati, consolati, difesi dallo Spirito Santo, lo spirito di verità, che ci aiuta a comprendere e a ricordare, a portare cioè nel cuore la parola viva di Gesù.

Per riflettere

Dunque, una volta per tutte, ti viene proposto un breve precetto: ama e fa’ ciò che vuoi. Se tu taci, taci per amore; se tu parli, parla per amore; se tu correggi, correggi per amore; se tu perdoni, perdona per amore. Sia in te la radice dell’amore; e da questa radice non può derivare se non il bene. (Sant’Agostino, Commento alla prima lettera di San Giovanni)

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi