Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 21 Maggio 2025

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Vangelo di Giovanni – Gv 15,1-8

Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.

In quel tempo, disse Gesรน ai suoi discepoli:
ยซIo sono la vite vera e il Padre mio รจ l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perchรฉ porti piรน frutto. Voi siete giร  puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non puรฒ portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, cosรฌ neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perchรฉ senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarร  fatto. In questo รจ glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoliยป.

Parola del Signore.

Senza Cristo non possiamo fare nulla.
Lo sappiamo bene ma a volte ce ne scordiamo e viviamo di rendita, viviamo, di fatto, come se Gesรน non contasse veramente nella nostra vita, nelle nostre scelte. Senza Cristo non contiamo nulla.

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Ma troppe volte emergono divisioni e giudizi proprio allโ€™interno delle comunitร  che dovrebbero essere assoluta trasparenza di Dio. E se quello che facciamo si riduce a nulla, spesso, รจ proprio a causa della nostra piccineria e del fatto che non mettiamo Cristo in mezzo alle nostre scelte.

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Restiamo innestati alla vite perchรฉ il tralcio, da solo, non riesce a combinare un bel niente e non porta frutto.
Come possiamo restare innestati? Con la preghiera quotidiana, la frequentazione e la meditazione della Parola di Dio, con la partecipazione attiva e consapevole ai sacramenti e alla vita della comunitร , portando il Vangelo nella quotidianitร , al lavoro, nelle scelte, nellโ€™atteggiamento positivo con cui iniziamo questa giornata.

Cosรฌ facendo possiamo attingere alla linfa che da Cristo nutre la nostra vita spirituale. Dio รจ felice se nella nostra vita portiamo frutti, felice se diventiamo suoi discepoli.
Che bello pensare che possiamo rendere felici Dio!

Dio, almeno lui, non รจ affatto invidioso di noi, non ci tiene sottomessi, soggiogati, non gioca con i sensi di colpa.
La linfa vitale che riceve la nostra anima proviene da Cristo e da Cristo soltanto.

Il rischio, semmai, รจ quello di tagliarci dalla vite, di credere di credere, di avere in noi sufficiente esperienza per farcela da soli, per giocare a fare i discepoli scafati e navigati, incorrendo, noi per primi, nel tragico errore di non avere piรน bisogno quotidiano, vitale, assoluto, della linfa vitale dellโ€™amore di Cristo.

Sรฌ, Cristo รจ la mia vita, da lui ricevo nutrimento per crescere e portare frutto. La Parola purifichi il nostro cuore, ci faccia prendere consapevolezza che solo nel Signore Gesรน possiamo crescere e fiorire.
Altrimenti la nostra vita si spegne.

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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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