don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 21 Maggio 2025

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Vangelo di Giovanni – Gv 15,1-8

Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.

In quel tempo, disse Gesรน ai suoi discepoli:
ยซIo sono la vite vera e il Padre mio รจ l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perchรฉ porti piรน frutto. Voi siete giร  puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non puรฒ portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, cosรฌ neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perchรฉ senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarร  fatto. In questo รจ glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoliยป.

Parola del Signore.

โ€œIo sono la vite vera e il Padre mio รจ lโ€™agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perchรฉ porti piรน fruttoโ€.

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Una lettura attenta di questo brano del Vangelo di oggi ci dice chiaramente che non dobbiamo pensare che la prova della nostra fede risiede in quanto siamo capaci di farla franca dai tagli che la vita sovente ci impone.

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La prova vera รจ che cosa ne sarร  di noi dopo essere passati al taglio delle circostanze. Infatti il Vangelo ci insegna che le circostanze avverse possono distruggerci o farci passare da una logica dellโ€™apparenza (le sole foglie) a quella della sostanza (portare frutto).

La feconditร  della vita di una persona molte volte รจ frutto delle diverse prove e sofferenze che ha dovuto affrontare. In questo senso non dobbiamo passare la vita cercando solo di evitare le cose difficili, dobbiamo premurare di domandarci se siamo o no aggrappati seriamente a Cristo:

โ€œRimanete in me e io in voi. Come il tralcio non puรฒ portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, cosรฌ neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perchรฉ senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo brucianoโ€.

Solitamente perรฒ in noi accade che la sofferenza ci isola, ci rinchiude in noi stessi, ci separa da tutto e da tutti, Dio compreso. Lโ€™arma che ci dร  la fede รจ combattere la tentazione di chiuderci lรฌ dove piรน soffriamo.

E la prima maniera รจ non rinunciare a comunicare, a consegnarsi a qualcuno. La comunicazione รจ il primo modo per non rompere la comunione con Cristo.

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La vera domanda perรฒ รจ se nella vita esiste qualcuno che sia disposto ad ascoltarci sul serio. Forse รจ questa la vera preghiera che dobbiamo fare oggi, mossi dalla convinzione che Gesรน stesso ci consegna alla fine del racconto di oggi:

โ€œSe rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarร  fattoโ€

Fonte.


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