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Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 9 Maggio 2025

Commento al brano del Vangelo di: Gv 6,52-59

Data:

E’ uno dei passaggi più profondi e misteriosi dell’intero Nuovo Testamento. Gesù parla apertamente del dono della sua carne e del suo sangue come vero nutrimento per la vita eterna. Le sue parole sono sconvolgenti per i suoi ascoltatori: la richiesta di “mangiare la sua carne” e “bere il suo sangue” suona scandalosa e incomprensibile. Ma proprio in questo scandalo si cela la chiave del mistero cristiano.

Gesù si rivela come il Pane vivo disceso dal cielo, non semplicemente come un maestro morale o un profeta, ma come colui che dà la sua stessa vita per nutrire l’umanità. Non sta parlando in modo simbolico o metaforico: insiste con forza e ripetizione sull’importanza di accogliere realmente il suo corpo e il suo sangue, anticipando così il mistero dell’Eucaristia.

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Le parole “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna” ci ricordano che il cristianesimo non è solo un sistema di valori o una filosofia, ma è un’esperienza viva e concreta di comunione con Dio. Gesù non è venuto solo a insegnare, ma a donarsi.

Il gesto dell’Eucaristia, che i cristiani celebrano ogni giorno, è proprio questo: ricevere Cristo dentro di sé, diventare una cosa sola con Lui, entrare in una relazione così profonda che possiamo dire con san Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).

In un tempo in cui si tende a spiritualizzare tutto o a ridurre la fede a qualcosa di interiore, Gesù ci ricorda che Dio si è fatto carne, e continua a donarsi nel segno visibile del pane e del vino. Questo significa che la fede passa anche dal corpo, dalla materia, dalla storia. È una fede concreta, che ci chiama a rimanere in Lui non solo con il cuore, ma con tutta la nostra vita.

Fonte: Il canale Telegram ufficiale di Animatori Salesiani: ogni giorno il Vangelo del giorno seguente sul tuo telefono e altri contenuti utili per il tuo cammino spirituale!