Siamo nel capitolo 6 del vangelo di Giovanni, qui Gesù compie il quarto dei sette segni narrati dall’evangelista: si tratta della moltiplicazione dei pani e dei pesci e la loro distribuzione alle persone presenti da parte dello stesso Gesù.
Il contesto in cui si svolge questa scena è la Festa di Pasqua e con essa l’autore intende inserirci nel mistero Pasquale; essa di fatto sostituisce la narrazione dell’ultima cena che in questo vangelo non è presente. È Gesù Eucarestia che in questo pane e in questi cinque pesci, distribuiti da lui alla grande folla che lo aveva seguito, si dona.
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Non tutti però colgono il significato profondo di questo segno e si sentono “saziati” dal pane ricevuto da Gesù; lo seguono, ma non hanno ancora capito la profondità di quanto Gesù ha fatto a loro: ed ecco che sono lì a chiedergli un segno e fanno il confronto col segno ricevuto nel deserto da Mosè, la manna piovuta dal cielo.
Gesù invita questa folla a fare un salto di qualità, a passare, cioè, da una religiosità fondata su una legge, quella delle dieci parole, la legge mosaica, alla nuova legge, quella del “cuore”; questa nuova legge è Lui disceso dal cielo che dona totalmente sé stesso, il suo corpo e il suo sangue per la vita del mondo.
La folla, attratta in un primo momento dalle sue parole, gli chiede di “ricevere da lui questo pane per sempre”. A questa richiesta Gesù risponde che è lui “il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai”.
Sappiamo dal prosieguo della narrazione che molti a queste parole si scandalizzarono, lo criticarono fortemente e si allontanarono da lui. E noi? Il Signore si dona a noi nella mensa della sua Parola e del suo Corpo tutte le volte che uniti in assemblea partecipiamo attivamente alla celebrazione del Mistero Eucaristico, fonte e culmine della nostra vita di cristiani discepoli del Signore.
Per riflettere
Sostenuti dalla sua grazia, quanto riusciamo a percepire l’immensa grandezza di questo dono e quanto sentiamo nella nostra vita di essere totalmente rinnovati dal suo corpo e dal suo sangue che egli continua ad offrirci? Invochiamo la grazia del Signore per poter proclamare come Pietro: “Signore da chi andremo, Tu solo ai parole di Vita Eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
