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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 22 Aprile 2025

Maria di Magdala era invece rimasta appena fuori dal sepolcro a piangere. Il primo vero annuncio di Maria di Magdala è il suo pianto. Nel pianto è risuonata la voce dell’Altro! Nel pianto l’invito alla relazione. Ed è il pianto il luogo dove noi continuiamo a vedere il Signore morto e risorto.

Perché il pianto è il puro linguaggio dell’amore che cerca e attende l’Amato. Lo cerca e lo attende finché non lo trova, ricorda il Cantico dei Cantici. Maria di Magdala diventerà la prima predicatrice della Buona Novella perché sta, finalmente, imparando a contemplare, a “riconoscere il volto” di Dio nel volto ordinario del quotidiano. Volto di Dio lo ha incontrato quando ha fatto l’esperienza di averlo perso!

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È nell’esperienza infernale di perdere l’amato che può finalmente incontrarlo. Nel primo voltarsi di Maria di Magdala c’è come il collegamento tra la storia di Gesù e quello che è il presente, nel secondo voltarsi c’è il verbo della conversione, smette di guardare il passato (il sepolcro) e finalmente vede e riconosce il Risorto.

Gesù le dice “Non mi trattenere”, per ricordare che il Cristo non dobbiamo tenerlo per noi, ma l’incontro col Cristo diventa prontamente annuncio del Cristo. Maria di Magdala è pronta per l’annuncio, perché ha capito di essere amata, liberandosi dall’amore come possesso per abbracciare l’amore come dono.

Per riflettere

Riesco a dare testimonianza con la mia vita, a dire: “Vivo così perché ho visto il Signore”?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi