Ogni discepolo chiede a Gesù: “Sono forse io?”; vuol dire che tutti capiscono di essere vulnerabili, si rendono conto che è facile tradire.
È facile tradire quando diciamo di averlo conosciuto ma volgiamo la nostra speranza altrove, quando viviamo come se lui non esistesse, quando non lo riconosciamo nei fratelli affamati, assetati, stranieri, nudi, malati, carcerati (Mt 25, 37–40). È facile condannare Giuda, ma quante volte anche noi abbiamo tradito Gesù? Quante volte non abbiamo creduto più al suo amore? Quante volte non abbiamo creduto di poter esser salvati anche noi?
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Nessun uomo, per quanto abbia sbagliato, è meritevole di soffrire; per questo il Cristo ha preso su di sé il dolore di ogni uomo.
Per riflettere
Il Signore ci ama e ci aspetta sempre.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
