«Chi ti credi di essere?», o letteralmente: «Chi te stesso fai?».
Quante volte abbiamo il serio sospetto di avere di fronte l’ennesimo invasato, l’ennesimo mitomane che si fa Messia, l’ennesimo esaltato ed esaltante che si rivelerà l’ennesima delusione. Questo è ciò che pensano – e non senza alcun motivo – gli avversari di Gesù.
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Gesù però non fa nulla da sé stesso, vedevamo. Nemmeno si possiede: non è tanto la sua Parola, quanto un’eco del silenzio del Padre. Lo ascolta, lo apprende, lo incarna. Lo osserva. Più dei profeti, e persino più del mortale Abramo.
«Chi te stesso fai?». Non faccio, mi lascio fare: tutto Parola, Parola del Padre, che agisce in me. Qui il sottile è davvero labile tra chi lascia parlare Dio e chi parla per farsi dio.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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