- Pubblicità -

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 7 Aprile 2025

Vangelo di Giovanni – Gv 8,12-20

Io sono la luce del mondo.

In quel tempo, Gesù parlò [ai farisei] e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».
Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me».
Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».
Gesù pronunziò queste parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora venuta la sua ora.

- Pubblicità -

Parola del Signore.

È presso il tesoro del tempio, il Signore. È lui il tesoro prezioso che il Padre ha donato al suo amato popolo Israele. E a noi. La cosa più preziosa, l’amore cristallino, il bene più importante, assoluto, luminoso, inebriante.

Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 7 Aprile 2025” su Spreaker.

Si trova presso il tesoro durante la festa delle Capanne, in cui ogni giorno, per una settimana, il tempio viene illuminato con fiaccole, per ricordare che la Legge illumina i nostri passi.

E presso il tesoro, nel clima magico del tempio che Gesù afferma di essere luce. Anzi: la luce per il mondo, la luce del mondo. L’unico che può illuminare e dare senso, l’unico che ci può fornire la chiave di lettura sul mondo, sulla Storia, sulla mia piccola storia.

E allora, vicini al tesoro, alla cosa più preziosa che abbiamo nella nostra vita, ci chiediamo: chi o cosa illumina la mia vita, la mia giornata? Chi o cosa diventa mio riferimento quando devo prendere una decisione, fare una scelta?

A volte, siamo sinceri, siamo trascinati dalla quotidianità o dal giudizio degli altri o dall’emozione, quando non dalla paura o dall’abitudine. Molte delle nostre scelte sono estemporanee, non illuminate, non pensate, non orientate, non amate.

Ecco: Gesù afferma (pretende?) di essere la luce che può finalmente illuminare gli angoli oscuri della nostra vita.

Conoscere Gesù significa accedere al vero volto di Dio, conoscere il Padre. Ma, anche, imparare a conoscere noi stessi, il progetto che Dio ha su ciascuno di noi, su di me, perché mi chiama ad essere suo collaboratore.

- Pubblicità -

Ed è il cammino di questa e di ogni quaresima: tornare a conoscere il vero volto del Padre, che, a volte, stravolgiamo. Tornare ad essere noi stessi, così come dall’eternità siamo stati pensati, e scegliere di diventare ciò che siamo.

La Parola del Signore, questo è il nostro vero tesoro. E la luce che tutto illumina. Perciò dedichiamo ogni giorno del tempo alla preghiera, meditando la Parola: per rischiarare le nostre scelte, per scoprirci amati.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO DEL GIORNO

Ascolta anche su Spotify